16 settembre 2019
Aggiornato 00:00
Le celebrazioni a Palermo

Granata in via D'Amelio con Fini: Eredi di Borsellino

Il vicepresidente dell'Antimafia: Teniamo alta la sua bandiera. Fini: Partiti eliminino zone di contiguità con la malavita. Istituzioni facciano loro parte contro la paura. Ingroia non deve generalizzare sulla politica

ROMA - «Porteremo in Via D'Amelio una grande bandiera tricolore che doneremo al caro Salvatore e ai 'giovani delle Agende Rossè per onorare la memoria di Paolo con il simbolo più alto della Patria che lui tanto amava. Onoreremo Paolo per rivendicarne l'eredità spirituale, culturale e, perché no, politica, anche se Paolo, lo sappiamo bene, appartiene a tutti gli Italiani onesti. Lo faremo ancora una volta a Palermo per riaffermare che oggi più di ieri è meglio un giorno da Borsellino che cento da Ciancimino. Lo onoreremo per testimoniare che la nuova destra repubblicana e legalitaria che rappresentiamo darà un contributo ancora più forte e coerente di passione e impegno per liberare l'Italia da cricche, affaristi e mafie. E per arrivare alla verità su quelle stragi senza fermarsi davanti ad alcun 'santuario'». Lo ha affermato in una dichiarazione il Vicepresidente dell'Antimafia e Vicecoordinatore di Fli, Fabio Granata, oggi a Palermo con il Presidente della Camera Gianfranco Fini per ricordare Paolo Borsellino a vent'anni dal suo assassinio.

Fini: Partiti eliminino zone di contiguità con la malavita - «Nella battaglia contro la criminalità, un fronte decisivo è quello politico. Ed è un ponte che passa sia per l'attività del governo e del Parlamento, sia attraverso la mobilitazione pubblica, ma soprattutto dalla capacità dei partiti di eliminare ogni ambigua zona di contiguità con la criminalità e il malaffare». Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, nel corso dell'orazione civica tenuta questo pomeriggio a Palermo in memoria del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia 20 anni fa.

Istituzioni facciano loro parte contro la paura - «La mafia si sconfigge sconfiggendo la paura. A patto che le istituzioni facciano il loro dovere».
Quella di oggi «è una memoria dolorosa che deve alimentare forza morale e passione civile - ha detto Fini -, che alimenta il desiderio di verità sul presente e in particolar modo sul passato. Perchè la verità è un diritto inalienabile dei cittadini e la precondizione per l'esercizio della democrazia».
«Il sacrificio di Borsellino non è stato vano - ha proseguito -. Molti successi contro la criminalità sono stati possibili grazie al lavoro della magistratura. Ma sono risultati che devono spronare a continuare sul cammino verso la giustizia e la verità».

Ingroia non deve generalizzare sulla politica - «Ingroia sa che non si deve generalizzare. così come è fondamentale non parlare in termini polemici della magistratura, è altrettanto superficiale parlare in termini generici della politica». Lo ha detto il presidente della camera Gianfranco Fini, stamani a Palermo rispondendo a quanto lamentato in questi giorni dal procuratore aggiunto Antonio Igroia riguardo la lentezza con cui la politica affronta la questione delle stragi.
«C'è da parte dell'uno e dell'altro campo - ha proseguito Fini - la necessità di giudicare tali comportamenti, e non in base a dei giudizi prevenuti. Ma questo - ha concluso il presidente della Camera - lo sa benissimo».