4 aprile 2020
Aggiornato 05:00
Nuova inchiesta della Procura di Palermo

Dell'Utri: PM malati e morbosi

Il Senatore del PDL indagato a Palermo per estorsione nei confronti dell'ex Premier. Ingroia: Convocazione Berlusconi? Non smentisco. Gasparri: Resa di altri, sul Cavaliere manovre giudiziarie. Quagliariello: Film già visto

PALERMO - «Questi magistrati sono malati, sono morbosi. Non lo vedete che ogni giorno ce ne è una?». Lo ha detto il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, commentando l'iscrizione nel registro degli indagati a Palermo con l'accusa di estorsione commessa nei confronti dell'ex premier Silvio Berlusconi.
«Dicono che tra le prove dell'estorsione c'è il fatto che Berlusconi ha comprato la mia villa sul lago di Como ad una cifra superiore al suo valore - ha detto Dell'Utri -. Sono tutte fesserie: la casa, che era in vendita da due anni, è stata stimata per 30 milioni di euro mentre lui l'ha pagata 20. Quindi ci ho rimesso».

PG chiede citazione di Berlusconi - «In questo processo non è mai stata sentita la persona offesa dal reato: Silvio Berlusconi, che nel 2002, essendo indagato di reato connesso, si è avvalso della facoltà di non rispondere». Così il procuratore generale di Palermo Luigi Patronaggio, che regge l'accusa in appello nei confronti del senatore del Pdl Marcello Dell'Utri accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, ha chiesto la citazione al dibattimento dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Ingroia: Convocazione Berlusconi? Non smentisco - «Sono indiscrezioni giornalistiche che non smentisco, nelle stesse indiscrezioni si parla di convocazione come persona informata sui fatti, testimone, di questo si tratta e nulla di più». Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Antonino Ingroia, intervenendo telefonicamente a Sky Tg24 sulle notizie di stampa relative alla convocazione di Silvio Berlusconi da parte della Procura del capoluogo siciliano nell'ambito dell'inchiesta che vede Marcello Dell'Utri indagato per estorsione nei confronti dell'ex premier.

Gasparri: Resa di altri, su Berlusconi manovre giudiziarie - «Nel '92-'93 a cancellare il carcere duro per i boss della mafia fu l'Italia che aveva Scalfaro al Quirinale, Ciampi a Palazzo Chigi, Mancino al ministero dell'Interno e Conso a quello della Giustizia. Quella fu la resa dello Stato alle cosche».Lo ha dichiarato in una nota il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.
«Alimentare contro Berlusconi o altri manovre giudiziarie, serve soltanto - ha osservato - a allontanarci dalla verità, non individuando le vere responsabilità di quella stagione torbida, che fu precedente all'ingresso in politica di Berlusconi. Le date ed i fatti parlano chiaro. Si smantellino, perciò, costruzioni che non hanno fondamento, e si cerchi la verità, chiedendo alle persone che sono ancora sulla scena di raccontare perchè decisero quella ignominiosa resa di fronte la criminalità organizzata».

Alfano: Solita paccottiglia, su Berlusconi stanco copione - «Ancora una volta, come troppe altre volte, apprendiamo dell'ennesima replica di uno stanco copione. Si avvicinano le urne e torna il desidero di aprire la campagna elettorale per via giudiziaria». E' quanto ha affermato in una nota il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano, in merito alle determinazioni della Procura di Palermo.
«Ora il tema - ha aggiunto - è la solita paccottiglia contro le origini di Forza Italia. Rivendichiamo con orgoglio la nostra storia politica, e rivendichiamo, con i Governi guidati da Silvio Berlusconi, il più duro contrasto alla criminalità organizzata. Il resto è comizio, teorema, spettacolo poco serio. E' il caso di dire basta».

Quagliariello: Film già visto - «Berlusconi convocato dai magistrati come parte offesa di una presunta estorsione che non ritiene di aver subito. Chiamato a deporre e poi si vedrà, mai mettere limiti alla provvidenza. Il film l'avevamo già visto dalle parti di Napoli, appena l'estate scorsa. In genere tra un cine-cocomero e l'altro fanno passare almeno un anno, ma evidentemente la campagna elettorale è vicina e non c'è tempo da perdere». Lo ha affermato in una dichiarazione Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato.

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