28 settembre 2020
Aggiornato 20:30
Vertice al Quirinale mercoledì 4 Luglio

Napolitano convoca il Consiglio Supremo di Difesa

All'ordine del giorno missioni internazionali, primavera araba, Siria e Iran. Generale Abrate: Per NATO e UE la gestione delle crisi non sia solo militare. Pdm: Di Paola sospenda il Generale Gasparri

ROMA - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per mercoledì 4 luglio 2012, alle ore 10.30.
L'ordine del giorno prevede la trattazione dei seguenti temi: esame dei principali scenari di crisi e delle loro possibili tendenze evolutive, con particolare riferimento agli sviluppi della «Primavera Araba», alla situazione in Siria e Iran e all'andamento del processo di transizione in Afghanistan. Stato e prospettive dell'impegno italiano nelle missioni internazionali; risultanze del vertice NATO di Chicago e sviluppi della cooperazione internazionale per l'integrazione degli strumenti militari in ambito Alleanza e Unione Europea e a livello bilaterale; stato di attuazione del progetto di razionalizzazione e riorganizzazione delle Forze Armate: aggiornamento sui principali aspetti (deflusso del personale in eccedenza; rimodulazione degli investimenti; recupero di risorse per l'esercizio; prospettive di sinergia interministeriale, interforze, multinazionale e civile-militare; piano di comunicazione) e provvedimenti sin qui assunti.

Generale Abrate: Per NATO e UE la gestione delle crisi non sia solo militare - «Per la complessità delle crisi attuali, Nato e Unione Europea non possono limitarsi alla sola 'fase militare' nel controllo e dominio delle crisi». Lo ha affermato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, aprendo il seminario «Comprehensive Approach - Approccio Nazionale Multi Dimensionale», al Centro Simulazione e Validazione dell'Esercito di Civitavecchia.
«Una marcata superiorità militare, da sola, non garantisce affatto il buon esito a lungo termine di un intervento di crisis management», ha sottolineato Abrate. «Oggi è ormai evidente per chiunque la necessità di passare da una visione 'di componente' (militare, diplomatica, informativa, economica e così via) ad una 'interministeriale ed interistituzionale'», ha aggiunto il Capo di Stato maggiore della Difesa.
«Credo che sia altrettanto urgente la necessità di coinvolgere nell'Approccio Integrato anche un numero sempre crescente di soggetti privati, cioè non governativi e non istituzionali. Sono sicuro - ha concluso il Generale Abrate - che la Difesa, che in questo momento ho l'onore di guidare e di rappresentare, si dimostrerà sempre e in ogni contesto in grado di affrontare efficacemente le nuove sfide, e saprà assolvere la propria missione istituzionale così come ha già ampiamente dimostrato e sta dimostrando anche oggi di saper fare in contesti anche molto complessi ed impegnativi».

Pdm: Di Paola sospenda il Generale Gasparri - «Il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm), ha depositato ieri una interrogazione (4-16760) indirizzata al Ministro della Difesa Di Paola sulle affermazioni del generale Clemente Gasparri, attuale Vice Comandante Generale dell'Arma dei carabinieri riportate in un articolo pubblicato sul quotidiano Il Fatto Quotidiano (Titolo, L'altro Gasparri: Gay si, ma è vietato dirlo».
Nell'atto di sindacato ispettivo il deputato radicale ha fatto riferimento a quanto è stato pubblicato sul sito del Ministero dell'interno il 26 giugno scorso «a seguito della pubblicazione delle frasi vergognose e gravemente offensive nei confronti della madre di Federico Aldrovandi pubblicate su Facebook, il Ministro dell'interno Anna Maria Cancellieri ha disposto l'immediato avvio di un procedimento disciplinare per sanzionare l'autore (un agente della Polizia di Stato ndr) del gravissimo gesto»)e quindi ha chiesto al Ministro Di Paola «quali immediate azioni intenda intraprendere per accertare se detti fatti corrispondano al vero e, in tale caso, sanzionare l'autore del gravissimo gesto anche attraverso la sospensione precauzionale dal servizio del generale Clemente Gasparri che con il suo comportamento avrebbe leso innanzitutto la dignità e la reputazione dell'Arma dei carabinieri e della stragrande maggioranza di essi».