27 settembre 2020
Aggiornato 21:00
Molto dipenderà dall'esito del vertice europeo

Fini, Casini e l'unione dei moderati

Andare oltre il Terzo Polo. Sfruttando la spinta anti euro del Pdl, le divergenze fra Berlusconi e Alfano, contrapponendosi alla cavalcata di Grillo con un'unica parola d'ordine: responsabilità. Contatti con Montezemolo per accelerare. Ex An «chiamano» finiani

ROMA - Molto dipenderà dal«esito del vertice europeo. E, soprattutto, da quanto la deriva anti euro del Pdl» - inaugurata da Berlusconi in persona - si alimenterà delle possibili difficoltà europee. Certo è che Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini, assieme ai rispettivi colonnelli, hanno ripreso a parlarsi. E oggi, alla Camera, oltre due ore di colloquio sono servite a ragionare sul possibilità di accelerare nella costruzione di quel contenitore comune, montiano, anti pidiellino pronto a sostenere la corsa in vista delle Politiche del 2013. Magari con Luca Cordero di Montezemolo, con cui anche oggi non sono mancati i contatti dell'area del defunto terzo polo.

PAROLA D'ORDINE: RESPONSABILITA' - Andare oltre il Terzo Polo, insomma, costruire un contenitore destinato ad allearsi con il Pd. Sfruttando la spinta anti euro del Pdl, le divergenze fra Berlusconi e Alfano, contrapponendosi alla cavalcata di Grillo con un'unica parola d'ordine: responsabilità. Eppure la trattativa fra Fli e Udc - anche oggi non erano presenti esponenti dell'Api - vive di alti e bassi continui. C'è ancora parecchia ruggine, le scorie di un'avventura a cui ha messo fine unilateralmente Casini fra il primo e il secondo turno delle amministrative. L'Udc guarda con sospetto ai finiani, cordialmente ricambiata.

GLI EX AN CHIAMANO I «FINIANI» - Va poi registrata tutta la difficoltà dell'area ex An del Pdl, che si intreccia anche con la partita del Terzo Polo. Oggi alla Camera sono stati visti conversare Bocchino, La Russa e Briguglio. Non è un mistero che l'ex ministro della Difesa abbia preso in considerazione anche un 'piano B', la ricostruzione di una destra che vada da Storace ai finiani. Dialogo, dunque, fino a poco tempo impensabile. Ma difficilmente i futuristi rappresenteranno l'ala sinistra della nuova An, più probabilmente si candideranno a rappresentare l'ala destra del contenitore centrista e governativo in gestazione.

CASINI: TEMO IL VOTO ANTICIPATO - Pier Ferdinando Casini teme il «elezioni anticipate». Lo ha detto il leader dell'Udc a Otto e mezzo. «Sento un'irresponsabilità crescente - ha detto -, molti fanno i calcoli sulle spalle del paese, dicono che è duro sostenere Monti, che due terzi dei loro elettori non vogliono Monti. Ma è duro anche per me, sono consapevole che le scelte che fa il governo sono impopolari ma una classe dirigente se vuole salvare il paese si assume delle responsabilità» perciò il voto adesso «sarebbe folle, ma temo elezioni anticipate, sarebbe un segno molto preoccupante anche per l'Europa di un'Italia che smarrisce la sua consapevolezza».