25 settembre 2020
Aggiornato 18:00
«Big Bang» in corso al Palazzo dei Congressi

Renzi: Con noi i militanti, con Bersani i burocrati

Il Sindaco di Firenze: «E' la nostra scommessa per le primarie. Se perderemo le primarie resteremo al fianco del vincitore. Adesso basta cari D'Alema, Veltroni, Bindi e Marini.... Berlusconismo e Governo tecnico logiche da superare. Dissenso nel partito non provochi una logica cannibale

FIRENZE - Matteo Renzi è convinto di avere conquistato non la maggioranza del «gruppo burocratico di funzionari e dirigenti», che «c'è nel partito», ma la maggioranza del «mondo dei militanti di centrosinistra». E' quanto precisa, in conferenza stampa, il sindaco di Firenze, durante una pausa del 'Big Bang' in corso al Palazzo dei Congressi. «Io credo che noi nel centrosinistra siamo maggioranza - ribadisce Renzi - Dopodiché se non lo saremo, ne prenderemo atto. Ma non 'io Matteo', noi amministratori, noi persone in grado di offrire alcuni temi». Renzi tiene quindi a distinguere «tra chi sta in parlamento da 30 anni e chi si impegna alle feste di partito da 30 anni». Come «partito», aggiunge il sindaco, «non intendo il gruppo burocratico di funzionari e dirigenti» ma «il mondo dei militanti di centrosinistra». Qui «la nostra scommessa è di essere maggioranza. Poi se il 14 ottobre non lo saremo, ne prenderemo atto», conclude Renzi.

Non siamo extraterrestri ma maggioranza nel centrosinistra - Qualcuno dalla platea del 'Big Bang' ha gridato «Matteo sei un extraterrestre», ma Renzi replica: «Io credo che noi nel centrosinistra siamo maggioranza. Non siamo extraterrestri». E' quanto precisa il sindaco di Firenze, in conferenza stampa.

Se perderemo le primarie resteremo al fianco del vincitore - «Una volta che avremo perso, se perderemo le primarie, dal giorno dopo noi saremo accanto a chi ha vinto come vuole la correttezza. E lo faremo a viso aperto come abbiamo sempre fatto», ha aggiunto. Renzi, rivolgendosi direttamente al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani ha ribadito che «democratici» vuol dire rifarsi al principio di realtà e di lealtà. «Noi ci chiamiamo democratici: il principio di lealtà impone non di essere fedeli alla ditta, che è un'espressione che non mi piace, ma leali a una comunità sì. Una lealtà - ha concluso Renzi - che non è mai in discussione da parte nostra».

Adesso basta cari D'Alema, Veltroni, Bindi e Marini... - «Caro D'Alema, caro Veltroni, cara Rosy, caro Franco Marini: avete fatto molto per il Paese, il partito e l'Italia. Adesso anche basta. Noi - ha detto - non diciamo via i vecchi dentro i giovani. Noi pensiamo che chi è in Parlamento da 30 anni possa fare anche un passo indietro, che non glielo abbia ordinato il dottore».

Berlusconismo e Governo tecnico logiche da superare - Tanto «il berlusconismo» quanto la chiamata di un Governo tecnico rispondono ad una «logica marypoppinsiana», ad uno «schiocco di dita», che «dobbiamo superare». Ne è convinto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. «Dopo 20 anni di berlusconismo», ha detto Renzi, è venuta «l'esperienza del Governo tecnico, perché si è pensato che chiamando un personaggio illuminato dall'esterno si potessero risolvere i problemi».
«Io non sono d'accordo con questa riflessione, con la visione marypoppinsiana della politica», ha aggiunto Renzi, per il quale oggi l'errore sarebbe ridurre tutto alla domanda 'ti candidi?'. «Questa domanda credo che venga a noia anche chi la fa. Con lo schiocco di dita, non si risolve nulla. Mary Poppins è il modello culturale che dobbiamo superare»

Dissenso nel partito non provochi una logica cannibale - Al segretario Pier Luigi Bersani «mi lega un sentimento di affetto perché avere idee diverse da una persona che sta nel tuo stesso partito, non può provocare l'atteggiamento di insulto nella logica un po' cannibale che l'amico mio più vicino che dissente diventa automaticamente il mio principale nemico».
«Questa è una visione assurda della politica - ha aggiunto - noi ci chiamiamo partito democratico, che non è che non avevamo altri aggettivi. E' l'idea di una democrazia vera del rispetto degli altri. Il principio di lealtà impone non di essere fedeli alla ditta, come dice spesso il nostro segretario».
Renzi ha quindi rivolto a Bersani «un saluto affettuoso da parte mia e spero da parte di tutti voi», cui è seguito un lungo applauso della platea.

Prossima Leopolda ha una data, non mettano altro in agenda - «Mi dispiace che tutte le volte che facciamo qualcosa, casualmente le agende si complicano. Vorrei dire da subito che la prossima Leopolda la faremo 15 giorni prima delle primarie, quindi non mettano altro in contemporanea», ha aggiunto Renzi. Il sindaco di Firenze ha quindi chiesto alla dirigenza del Pd: «loro fissino la data delle primarie, noi ci teniamo liberi per quel weekend, e 15 giorni prima faremo la Leopolda».