30 settembre 2020
Aggiornato 20:30
La trattativa Stato-mafia

Veltroni: Gli attacchi contro Napolitano sono «politici»

L'ex Segretario del PD al TG3: Ma la Magistratura lavora per cercare la verità. Schifani: Attaccare Napolitano significa attaccare lo Stato. Cicchitto: Depistaggio in corso, anche contro il Colle. Granata: Ora la verità su chi ha ucciso Borsellino

ROMA - Giorgio Napolitano è sicuramente oggetto di un «attacco» da parte di «ambienti politici», mentre «la magistratura, tutta la magistratura, sta lavorando per cercare la verità». Walter Veltroni, intervistato al Tg3, commenta così le polemiche sul ruolo del Quirinale rispetto all'inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia all'inizio degli anni '90. «Non c'è dubbio che da parte di ambienti politici vi sia stato un attacco al capo dello Stato, molti non perdonano al presidente di essere un così severo e geloso custode della Costituzione».

La Magistratura lavora per cercare la verità - Veltroni, però, non condivide la tesi di Pier Ferdinando Casini a proposito di una possibile «manovra di parte della magistratura». Dice l'ex segretario Pd: «No, penso che la magistratura, tutta la magistratura, stia lavorando per cercare la verità. Da questo punto di vista è molto importante che si possa cercare la verità in tutte le direzioni, senza zone d'ombra. Nelle vicende del '92-'93 c'è la mano dell'anti-stato, gravi depistaggi, connivenze di settori istituzionali e politici. E' giusto fare chiarezza».

Schifani: Attaccare Napolitano significa attaccare lo Stato - «Attaccare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, significa attaccare lo stato italiano». Inoltre, «collaboro con lui da diversi anni e ho sempre apprezzato il grande senso di italianità e dello Stato del presidente Napolitano»..Lo ha affermato il presidente del Senato Renato Schifani, parlando oggi a Cosenza ad un convegno sugli enti locali.

Cicchitto: Depistaggio in corso, anche contro il Colle - «Riteniamo che nella vicenda riguardante i rapporti Stato-mafia sia in corso una indecente e pericolosa operazione di intossicazione e anche di depistaggio». Lo afferma in una nota il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. «Gli attacchi del tutto immotivati al Presidente Napolitano sono funzionali a due operazioni che non intendiamo affatto coprire: l'estensione al Presidente della Repubblica dell'attacco rivolto al sistema politico e allo stesso sistema democratico, la deviazione su un bersaglio improprio in modo tale che l'attenzione non sia più concentrata su ciò che realmente avvenne nel '92-'93 e sui suoi veri protagonisti».

Cesa: Si vergognino i partiti che attaccano Napolitano - Il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, ha espresso «solidarietà» al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano «una persona che ha fatto e sta facendo tantissimo per questo nostro paese». Aprendo l'assemblea degli amministratori e dei dirigenti Udc del centro Italia, all'Hotel Parco dei Principi di Roma, Cesa ha detto: «In questi giorni il capo dello Stato sta subendo attacchi indecenti, vergognosi. Una campagna diffamatoria basata su tesi allucinanti e su gravissime illazioni che respingiamo con tutta la nostra forza e il nostro sdegno».

Granata: Ora la verità su chi ha ucciso Borsellino - «Stanno emergendo almeno due trattative. O due fasi della stessa. Una precede la strage di Capaci; l'altra attraverso la strage di via D'Amelio determina l'apertura di nuove dinamiche nelle quali sembra ormai evidente il ruolo giocato dai servizi segreti e da alcuni apparati dello Stato che avevano interesse, o timore, a determinare la trattativa stessa e a trovare un nuovo punto di equilibrio». Lo ha detto il vice presidente della commissione Antimafia, Fabio Granata, in una intervista all'Unità.

Rutelli: Prova suprema d'irresponsabilità - - Aprire polemiche sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia che vede al centro delle polemiche anche la presidenza della Repubblica è «una prova suprema di irresponsabilità». A dirlo il leader dell'Api Francesco Rutelli rispondendo a una domanda dei giornalisti a Napoli. «Il capo dello Stato, da presidente del Csm, deve svolgere funzioni di moderazione, equilibrio e guida. Aprire polemiche è una prova suprema di irresponsabilità».