Governo, Fassina apre al voto anticipato
Il responsabile economico dei Democratici: Il presidente del Consiglio, Mario Monti, non ha più il sostegno del Parlamento per adottare altre riforme. Orfini: Non sosteniamo Monti a prescindere. Parliamone in Direzione
ROMA - Il presidente del Consiglio, Mario Monti, non ha più il sostegno del Parlamento per adottare altre riforme dovrebbe valutare seriamente l'ipotesi di anticipare al prossimo autunno le elezioni politiche fissate nella primavera del 2013. La valutazione non viene da un esponente dell'opposizione ma da Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, la seconda forza politica che in Parlamento sostiene il governo Monti. Per questo, forse, ha suscitato una bufera di polemiche dentro e fuori il suo partito. Innanzitutto la smentita del portavoce di Bersani, Stefano Di Traglia: «L'obiettivo del Pd sono le elezioni nel 2013», assicura. Ma non tutti sono convinti che quella di Fassina sia una voce dal sen fuggita: «A nome di chi parla?» si chiede Andrea Martella.
Orfini: Non possiamo sostenere Monti a prescindere - Nel Pd si è scatenato un fiume di reazioni contro il responsabile Economico, da tutte le componenti: «Grave, pericolosa, isolata, fuori dalla linea del partito, interessata,» sono queste le parole usate da Verini, Bianco, Boccia, che lancia anche una velenosa insinuazione sul web: «Forse Fassina vuole andare a votare col porcellum?». Critici anche Gozi, Gentiloni e Follini che ha suggerito le dimissioni dall'incarico di partito: «Fassina smentito da Bersani. In queste condizioni neppure il più incallito dei capi dorotei rimarrebbe serafico al suo posto», ha scritto il senatore su twitter. Chiede le dimissioni dalla segreteria anche Debora Serracchiani, mentre Matteo Orfini, altro esponente della segreteria spesso critico verso le misure del governo si schiera con Fassina: «Ha ragione, non possiamo sostenere Monti a prescindere da ciò che fa, e se qualcuno pensa che dobbiamo andare avanti così perchè non saremmo in grado di governare allora dovrebbe cambiare mestiere». Insomma la direzione di venerdì prossimo si preannuncia problematica per Bersani al quale verranno certo chiesti chiarimenti sulla linea del partito e sul sostegno al governo Monti. «Se ne discuterà - dice Orfini - e vedremo se siamo davvero così minoritari».
Casini: Mi spaventa la tendenza a coltivare il facile consenso - Fuori dal Pd i più critici verso l'ipotesi di voto anticipato sono stati proprio i centristi: «Non è il momento di avventure ma di un rinnovato impegno delle forze responsabili al servizio del Paese», ha avvertito Lorenzo Cesa. E su twitter si è poi consumato un botta e riposta polemico con il leader Udc: «Caro Casini - ha scritto Fassina - e se le scelte impopolari fossero impopolari perché sbagliate?».
«E' possibile - gli ha risposto Casini - nessuno ha il dono dell'infallibilità. Ma quello che mi spaventa è la tendenza a coltivare il facile consenso». Dalla parte di Fassina invece c'è tutta la sinistra da Sel a Idv a Pdci, ma anche una parte del Pdl, come Guido Crosetto e Sandro Bondi, uniti dalla convinzione che serva un governo eletto democraticamente per affrontare il difficile momento economico.
La replica di Fassina: Difficilmente il PDL darà il consenso a fare le riforme - «La mia intenzione era di esprimere una preoccupazione politica seria per il quadro che abbiamo di fronte - ha puntualizzato nel pomeriggio Fassina al quale era stata preannunciata la smentita del partito alle sue affermazioni -: la condizione dell'economia e del lavoro e i risultati delle amministrative, che ci hanno consegnato un Pdl in grandissima difficoltà», per cui «difficilmente darà il consenso necessario a fare le riforme».