25 aprile 2024
Aggiornato 09:00
Costi della Politica | Riforma finanziamento Partiti

Partiti: la Corte dei Conti a Fini, i controlli spettano a noi

I controlli sui bilanci dei partiti spettano alla Corte dei Conti. Lo sostiene il presidente della Corte stessa, Luigi Giampaolino. Ma l'Aula della Camera dà via libera a Commissione ad hoc. Presidenza della Camera: I controlli saranno penetranti

ROMA - I controlli sui bilanci dei partiti spettano alla Corte dei Conti. Lo sostiene il presidente della Corte stessa, Luigi Giampaolino, in una lettera inviata al presidente della Camera, Gianfranco Fini, e resa nota oggi in Aula alla Camera dal radicale Maurizio Turco nel corso dell'esame della legge che riduce il finanziamento pubblico ai partiti e istituisce una commissione ad hoc per controllarne i bilanci.
«E' mia opinione, condivisa da tutta la Corte - scrive Giampaolino - che la competenza a svolgere qualsiasi forma di controllo su tale pubblica contribuzione non possa che spettare alla Corte stessa in ragione della sua posizione costituzionale di organo ausiliario del Parlamento e di suprema magistratura in materia di contabilità pubblica».

Giampaolino boccia quindi la commissione istituita dalla legge all'esame dell'Aula della Camera che composta da composta da 5 magistrati, di cui uno designato dal Primo presidente della Corte di Cassazione, uno designato dal presidente del Consiglio di Stato e tre designati dal presidente della Corte dei Conti. «Soluzioni diverse quale pure quella che è stata prospettata di affidare un simile controllo a un organismo composto da tre magistrature - afferma il presidente della Corte dei Conti - non potrebbe che apparire suscettibile di incostituzionalità». Tutti gli emendamenti che proponevano di modificare il testo Bressa-Calderisi, cancellando la norma che istituisce la Commissione ad hoc e mettendo il controllo dei bilanci nelle mani della Corte dei Conti, sono stati bocciati dall'Aula. Li avevano presentati Udc, Idv, radicali, Giorgio Stracquadanio del Pdl, Salvatore Vassallo del Pd.

Presidenza della Camera: I controlli saranno penetranti - «Le società di revisione avranno il potere di controllare analiticamente la documentazione contabile dei partiti e dei movimenti politici, di procedere ad accertamenti fattuali e di verificare la corrispondenza di quanto dichiarato nei rendiconti rispetto ai dati sostanziali di gestione». E' quanto ha precisato in una nota la presidenza della Camera ribattendo ad alcuni articoli di stampa per i quali il testo del progetto di legge all'esame dell'Aula, in tema di trasparenza e controlli dei rendiconti dei partiti, non prevederebbe più controlli «penetranti» sui bilanci dei partiti medesimi da parte delle società di revisione.
La Presidenza della Camera, sulla base di quanto già specificato nella odierna seduta da parte dei relatori, ha precisato quindi che «in base all'articolo 6 del progetto di legge all'esame della Camera, che rimanda testualmente alla normativa vigente in materia, ai partiti e ai movimenti politici sarà integralmente applicata la disciplina della revisione contabile contenuta nel decreto legislativo n. 39 del 2010 (recante norme di attuazione di direttive comunitarie), il cui articolo 14 prevede che il giudizio delle società di revisione sia contenuto in una apposita relazione ed abbia ad oggetto la verifica della conformità dei rendiconti a tutti gli obblighi previsti dalla legislazione vigente».
«Al fine di esprimere il menzionato giudizio - ha concluso la nota -, le società di revisione avranno il potere di controllare analiticamente la documentazione contabile dei partiti e dei movimenti politici, di procedere ad accertamenti fattuali e di verificare la corrispondenza di quanto dichiarato nei rendiconti rispetto ai dati sostanziali di gestione».