15 ottobre 2019
Aggiornato 19:00
Terrorismo | Attentato Brindisi

Napolitano: Gli assassini di Melissa la pagheranno

Il Presidente della Repubblica: I nemici del consorzio civile avranno risposta che meritano. Il Premier Monti: Ognuno di noi scelga consapevolmente la legalità. Il Ministro dell'Istruzione Profumo: La scuola è presidio di Democrazia e consapevolezza

PALERMO - Gli assassini di Melissa, la ragazza uccisa nell'attentato a Brindisi, «la pagheranno» e saranno «assicurati alla giustizia». Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parlando a Palermo alla commemorazione della strage di Capaci.
«Una cosa è certa - ha assicurato il capo dello Stato - questi nemici del consorzio civile e di ogni regola di semplice umanità avranno la risposta che si meritano. Se hanno osato stroncare la vita di Melissa e minacciare quella di altre sedicenni aperte alla speranza e al futuro, la pagheranno, saranno assicurati alla giustizia».

Monti: Ognuno di noi scelga consapevolmente la legalità - «Ognuno di noi è chiamato ogni giorno a scegliere consapevolmente la legalità contro la violenza delle mafie e non pensare mai che esse siano imbattibili. A non anteporre mai l'interesse personale o di parte, a quello della collettività». Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti, intervenendo a Palermo alle celebrazioni in occasione del ventennale della strage di Capaci in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta.
«In parte - ha detto Monti - è quello che è successo in questi giorni dopo l'atroce attentato di Brindisi in cui è stata uccisa Melissa Bassi. Qualunque sia la matrice di quel gesto atroce in quella città in tante scuole in tante piazze in tutta Italia, tanti cittadini hanno voluto dimostrare con la forza della loro presenza che non si facevano spaventare dalla violenza e dal terrore».

Profumo: La scuola è presidio di Democrazia e consapevolezza - «Il messaggio al Paese è chiaro e inequivocabile: la scuola è il nostro più importante presidio di democrazia, il luogo della cultura e del confronto, dove si formano le nuove generazioni di cittadini, istruiti e consapevoli. Dove le istituzioni si aprono al dialogo. È così da sempre, prima del vile attacco alla scuola di Brindisi, e così continuerà a essere. Per questo siamo riusciti, tutti insieme, a sconfiggere questo tentativo di guerra psicologica, che puntava a minare l'unità del Paese attaccando un'istituzione nazionale tra le più importanti, nella quale ci rispecchiamo tutti: la nostra scuola, dove convivono gli italiani più o meno fortunati». Lo ha detto il discorso del ministro dell'istruzione, Francesco Profumo, nell' aula bunker di Palermo intervenendo alle celebrazioni per il ventennale della strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta.