25 gennaio 2022
Aggiornato 08:30
Celebrazioni per il ventennale della strage di Capaci

Mafia: Profumo, la scuola è un presidio di Democrazia e consapevolezza

Il Ministro dell'Istruzione: Dopo Brindisi, vinta la «guerra psicologica». La posizione di Napolitano è molto chiara perché c'è speranza verso i giovani che devono uscire e continuare a darsi da fare per la legalità e per un Paese migliore

PALERMO - «Il messaggio al Paese è chiaro e inequivocabile: la scuola è il nostro più importante presidio di democrazia, il luogo della cultura e del confronto, dove si formano le nuove generazioni di cittadini, istruiti e consapevoli. Dove le istituzioni si aprono al dialogo. È così da sempre, prima del vile attacco alla scuola di Brindisi, e così continuerà a essere. Per questo siamo riusciti, tutti insieme, a sconfiggere questo tentativo di guerra psicologica, che puntava a minare l'unità del Paese attaccando un'istituzione nazionale tra le più importanti, nella quale ci rispecchiamo tutti: la nostra scuola, dove convivono gli italiani più o meno fortunati». Lo ha detto il discorso del ministro dell'istruzione, Francesco Profumo, nell' aula bunker di Palermo, intervenendo alle celebrazioni per il ventennale della strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta.

«Oggi, a Palermo - ha detto ancora il ministro -, voi invocate un futuro libero dal ricatto e dall'oppressione dell'illegalità e dell'incultura. Questa è la mafia: la parte oscura del nostro vivere civile. Con la vostra presenza qui, noi diciamo un «no alla mafia» non retorico, perché i vostri sorrisi e le vostre speranze pretendono un futuro di parole e di gesti liberi. Perché la mafia - come disse Antonino Caponnetto - teme la scuola più della la giustizia, la mafia prospera sull'ignoranza della gente, sulla quale può svolgere opera di intimidazione e di soggezione psicologica». La scelta di stare qui, proprio in questa aula, è la promessa che ci facciamo di un futuro felice».

Parafrasando «un'indimenticabile canzone di John Lennon» Profumo ha invitato i giovani a immaginare «un mondo senza mafia, nel quale tutta la gente viva una vita nella legalità e nella pace».

Il governo, ha proseguito il ministro dell'Istruzione, «ha promesso alle giovani generazioni di cercare di liberare il loro futuro dall'incertezza e - in anni difficilissimi per la grave crisi economica che attraversiamo - si sta spendendo per gettare le basi che liberino la strada del vostro avvenire dagli ostacoli che oggi lo rendono cupo, e gravato da antichi pesi. Con il nostro ministero stiamo facendo di tutto, anche sul fronte della lotta per la piena legalità, per avviare azioni concrete in base a un obiettivo che riassumerei così: «Più scuola, meno mafia». I progetti per la legalità che abbiamo avviato nelle scuole hanno proprio questo intento. Li stanno portando avanti - insieme a voi - i vostri professori, per rendere la scuola, la cultura e la memoria del vostro territorio, il primo e più avanzato presidio di civiltà. Dove lo Stato non arriva, in prima linea c'è la scuola, soprattutto le scuole delle periferie».

«A Palermo - ha specificato Profumo -, in uno dei quartieri più difficili, abbiamo un progetto all'Istituto comprensivo 'Giovanni Falcone' allo Zen, che ho visitato nei mesi scorsi. A partire da lì abbiamo voluto coinvolgere le scuole del territorio, per avviare un percorso che coinvolgerà altri quartieri ai confini della legalità collettiva, dove i ragazzi evadono in massa la scuola. L'obiettivo è tenere aperta la scuola tutto il giorno: affinché diventi un luogo aperto e di formazione civile. E ciò accade anche altrove, a Rosarno in Calabria, nei quartieri di Napoli Anche grazie alla collaborazione del ministero degli Interni».

«Siamo certi che Falcone - ha concluso - avesse ragione quando annunciava un'idea semplice, e ci indicava la strada giusta per la quale ha sacrificato la sua vita. Diceva: 'La mafia è un fenomeno umano, e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine'. Noi, con voi e tutta la comunità scolastica, lavoriamo per questo obiettivo.

E' cambiato molto ma non abbassare la guardia - «La posizione di Napolitano è molto chiara perché c'è speranza verso i giovani che devono uscire e continuare a darsi da fare per la legalità e per un Paese migliore». Lo ha detto al Tgcom24 il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo a vent'anni dalla strage di Capaci.
Su quanta strada sia stata fatta da quel giorno aggiunge: «Io credo che sia cambiato molto se non moltissimo. Dei capi di Cosa Nostra solo uno è ancora libero. Il processo è complesso e non bisogna mai abbassare il livello di guardia. Oggi è in corso un processo volto al futuro per l'educazione della legalità che è un pilastro dell'educazione scolastica. Nei momenti straordinari come questo ci vuole unitarietà per mettere in evidenza che siamo un Paese di grandi persone e le mele marce vanno messe da parte», ha concluso Profumo.