20 settembre 2019
Aggiornato 22:00

Francia: Bersani, con Hollande all'Eliseo a cambiare è l'Europa

Il Segretario del PD: Perciò ha supporter anche a Destra. Non conta la reazione dei mercati ora. D'Alema: I mercati bocciano Hollande? Ma non votano.... Fioroni: Bene il voto, ma evitiamo «primavera rossa». Pistelli (Pd): Serve una nuova politica economica europea

ROMA - «Il voto francese, quello dei land tedeschi e le prossime amministrative italiane possono segnare un mutamento delle opinioni. E se veramente gli equilibri verranno stravolti noi ci attrezziamo a prendere quel vento e a interpretarlo». All'indomani del primo turno delle presidenziali francesi, il leader del Pd Pierluigi Bersani ha rinnovato fiducia e sostegno nella corsa all'Eliseo di Francois Hollande.

La reazione dei mercati ora non conta - «Il successo del leader socialista - ha detto Bersani, intervistato a dalla Repubblica - sarebbe un primo passo di cambiamento per la Francia e per l'Europa. Non è certo un caso che in molti Paesi, Italia compresa, tanti conservatori si augurano la vittoria di Hollande: da noi lo hanno detto Tremonti e Bondi. La destra europea è prigioniera del meccanismo di consenso che ha creato, ostile ad una solidarietà continentale. Ma adesso vedono che si va al disastro e non hanno la forza per correggere rotta. Con un nuovo Presidente a Parigi si mette in moto, invece, una diplomazia del cambiamento: tanti paesi troverebbero il modo di collegarsi e non solo quelli del sì al fiscal compact. La Merkel stessa dovrebbe prenderne atto».
Il leader del Pd, d'altra parte, ha minimizzato la possibile risposta negativa immediata dei mercati ad una sconfitta di Sarkozy. «La reazione negativa può arrivare - ha detto - soltanto perchè tutti Paesi durante le elezioni mettono un po' di polvere sotto il partito e dopo vengono alla luce i problemi. Ma lo sa l'Fmi e lo sanno gli Usa: la decrescita dell'Europa è il fattore che rallenta il mondo intero. E tutti invocano un'altra politica europea e dunque il cambiamento di politiche nella Ue non sarà punito nel mondo».

D'Alema: I mercati bocciano Hollande? Ma non votano... - Non si può attribuire alle elezioni francesi l'andamento negativo dei mercati europei e, comunque, non sono i mercati a votare. Lo ha detto Massimo D'Alema al Tg3: «Mi sembra un po' semplicistico caricare quello che accade sui mercati tutto sul conto di Hollande. E poi, i mercati comprenderanno... Capisco possa esserci un momento di incertezza, però non votano i mercati, ma i cittadini, finché c'è la democrazia».

Hollande alleato prezioso di Monti per cambiare - Se Francois Hollande vincerà le elezioni in Francia anche l'Italia avrà un «grande alleato» in più per convincere la cancelliera tedesca Angela Merkel ad adottare politiche per la crescita. «Hollande ha avuto un grande risultato. I sondaggi dicono che vincerà e sperò ci sia questa svolta, l'Europa ne ha bisogno».
Se le cose andranno come previsto «naturalmente la signora Merkel dovrà prendere atto di uno scenario politico nuovo, bisogna correggere una politica economica in cui non c'è un impegno per la crescita, una visione per il futuro. Hollande non è contro il rigore, la sinistra non è contro il rigore in Europa e non lo è stata neanche in Italia. Ma non basta il rigore...». Insomma, «Hollande vuole più Europa, non meno Europa. Però un'Europa più credibile».
Quando gli è stato chiesto se il Pd chiederà a Mario Monti di sposare la linea di Hollande, D'Alema ha risposto: «Credo lo farà, penso anche che i socialdemocratici tedeschi chiederanno alla Merkel (misure per la crescita, ndr) come condizione per ratificare il trattato. Perché la Merkel ha bisogno di un accordo con l'Spd per approvare il trattato. Per l'Italia è straordinaria occasione, Monti ha cercato di porre il problema della crescita e se vincerà Hollande avrà un alleato prezioso».

Fioroni: Bene il voto, ma evitiamo «primavera rossa» - Il voto francese è positivo, ma i tanti consensi raccolti dalle ali «radicali», tanto a destra quanto a sinistra, deve mettere in guardia quanti parlano di «primavera» perché si rischia di finire in un «inverno prematuro, troppo rigido e troppo rosso». Lo ha detto Giuseppe Fioroni, interpellato telefonicamente: «Il voto francese - ha detto Fioroni - è importante perché fa cambiare l'Europa, c'è una spinta verso un'Europa unita e non più un'Europa dei fossati, dove qualcuno come Merkel e Sarkozy pensavano che la linea politica degli stati forti fosse la linea dell'Europa».
«Però - ha aggiunto Fioroni - il voto francese ci consegna anche dati preoccupanti, come i tanti consensi all'estrema destra e all'estrema sinistra. Attenzione, l'ago bilancia sarà Bayrou. In Francia come in Europa e in Italia la prospettiva è al centro. Evitiamo che il voto francese diventi - anziché una primavera - un prematuro inverno, troppo rigido e troppo rosso».

Pistelli (Pd): Serve una nuova politica economica europea - «Pentimenti tardivi che fanno sorridere. Dopo l'apertura delle urne in Francia, tutti si sono messi a fare il tifo per la vittoria di Hollande, per il carico di cambiamento possibile della politica economica europea che questo risultato porta con sé». Lo dichiara in una nota Lapo Pistelli, presidente Forum Esteri del Partito Democratico.
«Peccato che, fino ad oggi - prosegue - molti a destra hanno seguito la politica del duo Sarkozy-Merkel. Dopo l'ex ministro Giulio Tremonti ora anche Cicchitto e Gasparri, dimentichi che in questi anni oltre a produrre disastri economici in casa, sostenevano in Europa linee punitive e recessive, cercano ora altre strade perché la crisi morde e le risposte scarseggiano. Del resto quello che Sarkozy-Merkel pensavano di Berlusconi, gli italiani lo appresero da una risatina in un vertice internazionale. Il centrosinistra guarda con speranza a una vittoria di Hollande perché l'Europa possa ripensare un'economia di crescita e giustizia sociale».