27 giugno 2022
Aggiornato 13:30
Primo passo falso per l'Eliseo

Giornalisti francesi contro Macron: «Non puoi scegliere chi segue i tuoi viaggi»

Con una lettera aperta al presidente della Repubblica, appena cinque giorni dopo l'insediamento all'Eliseo del nuovo capo di stato francese, una quindicina fra quotidiani e altri media hanno protestato contro la decisione di scegliere i giornalisti che avrebbero accompagnato il presidente nel Mali.

Giornalisti contro Macron: «Non puoi scegliere chi segue i tuoi viaggi»
Giornalisti contro Macron: «Non puoi scegliere chi segue i tuoi viaggi» Foto: ANSA

PARIGI - L'Eliseo getta acqua sul fuoco, ma ormai la scintilla è divampata e già si parla di un primo passo falso di Emmanuel Macron, o quanto meno del suo staff. Con una lettera aperta al presidente della Repubblica, appena cinque giorni dopo l'insediamento all'Eliseo del nuovo capo di stato francese, una quindicina fra quotidiani e altri media hanno protestato contro la decisione di scegliere i giornalisti che avrebbero accompagnato il presidente nel Mali, primo viaggio all'estero di Macron, oggi, per rendere visita alle truppe francesi.
«Signor Presidente, non tocca all'Eliseo scegliere i giornalisti», è il titolo della lettera aperta pubblicata oggi su diversi quotidiani fra cui Le Monde e Liberation. Per questo viaggio già ieri, a margine del primo consiglio dei ministri, l'Eliseo aveva fatto sapere che avrebbe scelto e contattato direttamente i giornalisti che avrebbero accompagnato Macron nei suoi spostamenti, privando le redazioni di questa scelta, giustificando il nuovo modus operandi in base a criteri di specializzazione sul tema della visita.

Oggi l'Eliseo tenta di calmare gli animi
«I giornalisti che si sono preoccupati possono stare tranquilli. L'Eliseo non intende fare il lavoro delle redazioni», ha rassicurato la presidenza inviando una lettera a Reporters sans frontières (RSF). Sylvain Fort, responsabile della comunicazione, ha ammesso che «in un paio di casi, effettivamente, vi era una relazione personale tra un giornalista specializzato in difesa e i membri della cellula». Ma ha assicurato che la presidenza non vuole assolutamente «imporre un giornalista piuttosto che un altro».
Già altri due episodi hanno segnato una rottura rispetto ai rituali precedenti. Il giorno dell'insediamento di Macron la sala stampa era stata chiusa, anche per i giornalisti con accrediti permanenti, poco dopo la cerimonia. E anche nel giorno del primo Consiglio dei ministri, ieri, l'Eliseo ha evocato «ragioni pratiche» per l'organizzazione della foto di famiglia del primo governo Macron, nel quali i neo-ministri sono stati blindati e la stampa tenuta lontana.

Partito Macron allunga nei sondaggi per le politiche
Il nuovo partito centrista del presidente francese Emmanuel Macron amplia il suo vantaggio nei sondaggi per le elezioni parlamentari di giugno, secondo le ultime rilevazioni pubblicate stamani, che continuano a evidenziare il momento molto positivo per il neo presidente 39enne. Un sondaggio Harris Interactive mostra che il 32% dei francesi vuole votare per Republique en Marche (REM), la formazione di Macron, al primo turno delle politiche, il prossimo 11 giugno. Si tratta di una crescita di tre punti percentuali rispetto a una settimana fa, mentre la destra de Les Republicans e l'estrema destra del Front National perdono un punto ciascuno al 19%.
Un altro sondaggio pubblicato oggi da Elabe mostra che il 61% dei francesi approva il nuovo governo annunciato ieri, che mescola socialisti, centristi, esponenti della destra e neofiti della politica. Il premier Edouard Philippe, uomo della destra, ha detto che il governo è stata scelto per durare ed è «in linea con il rinnovamento politico che stiamo attuando».
Macron, che il 7 maggio ha battuto al ballottaggio la leader di estrema destra Marine Le Pen, diventando il più giovane presidente della storia francese vuole sconvolgere il panorama politico francese con il suo nuovo movimento. Punta a ottenere la maggioranza di seggi in parlamento con REM e gli alleati centristi, il che gli consentirebbe di realizzare al sua ambiziosa agenda di riforme del mercato del lavoro,d elal previdenza, delle scuole e delle pensioni.
I sondaggi non prevedono il numero di seggi che REM potrebbe ottenere sui 577 dell'Assemblea nazionale, a causa del sistema elettorale a doppio turno, nel quale i due partiti più forti al primo turno si sfideranno al ballottaggio il 18 giugno.