19 gennaio 2020
Aggiornato 16:30
La politica economica del Governo

Liberalizzazioni, incassata la fiducia alla Camera. Oggi ultimo ok

Su «nodo» banche ordinde del giorno di Pdl, Pd e Terzo Polo: subito decreto del Governo. Lannutti (Idv): Basta ricatti ABI, serve serietà

ROMA - Il decreto liberalizzazioni ha ottenuto ieri dall'Aula della Camera la fiducia posta dal governo sul provvedimento con 449 sì, 79 «no» e 29 astenuti. Il voto finale sulla conversione in legge del decreto ci sarà oggi alle 19.30.
Il provvedimento arriva all'ultimo giro di boa sulla scia delle polemiche sollevate in Aula dai partiti dell'opposizione, Lega e Idv, per i rilievi della Ragioneria generale dello Stato che ha bocciato le coperture di alcune misure (in particolare quella sulla possibilità di permuta degli immobili delle pubbliche amministrazioni e l'incremento di 40 unità per l'organico dell'Autorità per l'energia) tanto che il Quirinale, (il presidente Giorgio Napolitano dovrà firmare la conversione del decreto in legge), ha chiesto chiarimenti sulle polemiche.

Banche, odg della maggioranza - Per quanto riguarda il «nodo» banche, cioè la disposizione che prevede la nullità delle clausole sulle commissioni per le linee di credito (che aveva portato i vertici Abi a dimettersi) Pdl, Pd e Terzo Polo, hanno presentato un ordine del giorno che verrà votato oggi e che impegna il governo ad «emanare in tempi rapidi» un «provvedimento» che preveda la nullità delle clausole per i contratti non conformi alle delibere del Cicr sulla trasparenza. Nel testo si invita a presentare una relazione al Parlamento «in materia di concorrenza e tutela della trasparenza nel settore bancario».

Lannutti (Idv): Basta ricatti Abi, serve serietà - «L'Abi si lamenta che perde 10 miliardi di euro con la commissione di massimo scoperto e mette in scena il solito ricatto minacciando di licenziare 80.000 lavoratori bancari, ma questa commissione non era stata abrogata da una sentenza di Cassazione? E l'Abi e le banche non avevano contestato le cifre dicendo che erano poche centinaia di migliaia di euro e che oggi, invece, miracolosamente, lievitano a 10 mld di euro?». Lo ha sottolineato in una nota il senatore Elio Lannutti, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Finanze.
«Bisogna tornare - ha osservato - alla serietà. Se l'Abi pensa di continuare a ricattare i governi, come ha già fatto con la minaccia di non acquistare i titoli di Stato qualora il precedente esecutivo non avesse cancellato una sentenza delle sezioni unite della Cassazione del 3 dicembre 2010, si sbaglia di grosso. Noi continuiamo a confidare nel lavoro della magistratura. Infatti - ha concluso Lannutti - attendiamo la sentenza della Corte costituzionale che si dovrà pronunciare in merito al decreto Tremonti sull'anatocismo, il cosiddetto salva banche».