20 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Parola dell'ex Ministro del PDL

Romani: Monti non si occupi di RAI. Lei resta al suo posto

Dopo il 2013 Governo politico, senza escludere nessuno come Premier. Alfano: Con Monti non abbiamo parlato di poltrone. Bersani: Il Pd non partecipa se la governance non cambia. Pdl Tremonti per film in inglese obbligatori in prima serata

ROMA - «Rai, legge elettorale e riforme istituzionali» sono tre temi dai quali il Governo Monti deve tenersi fuori, con esplicita sottolineatura della necessità che alla direzione generale di viale Mazzini Lorenza Lei non può essere messa in discussione. Parola dell'ex ministro Pdl delle Comunicazioni Paolo Romani, all'indomani del lungo incontro Berlusconi-Monti che ha avuto anche il futuro di viale Mazzini nel menù del pranzo offerto dal Premier al suo predecessore.
Romani, intervistato sulla Stampa, si è detto convinto che il «60-70% delle cose fatte da Monti le avremmo volute fare noi» e ha sollecitato il ministro Fornero ad «andare avanti sulla riforma del mercato del lavoro e la modifica dell'articolo 18 anche senza l'accordo dei sindacati», sottolineando che Monti «deve rispettare l'agenda europea» più che preoccuparsi degli avvertimenti di Pd e Bersani. Nella convinzione che dopo le elezioni del 2013 non possa nascere alcun governo politico di larghe intese, ma che invece possa e «debba tornare un governo politico espresso dagli elettori», possibilmente di centrodestro per la cui premiership nessuno è escluso, attuale premier compreso.
Quanto al presente in Rai, «non possono cambiare la governance e l'indirizzo che ora c'è stato» e Lorenza Lei «non può essere sostituita: ha avuto il consenso di tutto il cda uscente e tutte le decisioni prese da queste direzione generale sono state votate da maggioranze diverse».

Alfano: Con Monti non abbiamo parlato di poltrone - Nell'incontro di ieri con Monti si è parlato anche di Rai e il Pdl ha detto «che ci sono leggi che vanno applicate e sono in vigore», «da noi non ci sono state richieste lottizzatorie, crediamo che sulla Rai non ci debbano essere le mani dei partiti» e dunque «non ci siamo occupati di poltrone». Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, a Otto e mezzo su La7.
Quanto alla possibile riforma della governance della Rai, Alfano ha spiegato che «prima ascolteremo il progetto del governo poi valuteremo, anche perché non sappiamo che intenzioni abbia». Il segretario del Pdl però ha difeso la legge Gasparri. «La abbiamo proposta noi e crediamo che sia una buona legge in grado di salvaguardare il pluralismo dell'informazione».

Bersani: Il Pd non partecipa se la governance non cambia - «Ho già detto e lo ribadisco che il Pd non partecipa se la formazione del Cda Rai resta questa, gli altri partiti si prenderanno le loro responsabilità noi no». Pier Luigi Bersani durante una conferenza stampa ha rilanciato il problema della governance della Rai all'indomani dell'incontro tra Monti e Berlusconi.
«Non so sulle frequenze e sulla Rai cosa Berlusconi è andati a dire al premier - ha spiegato Bersani - ma sulla Rai bisogna intervenire. E' un oggetto industriale di proprietà pubblica che ha bisogno di essere riorganizzato e perciò serve una governance. Anche questo è un tema che allude ai passi avanti che vanno fatti».

Gasparri: Non si può violare Consulta: centralità è Camere - «Altro è cominciare a mettere sul mercato alcuni pezzi di Rai, cosa che le leggi vigenti consentono e che andrebbe prima o poi fatto per avviare un processo di liberalizzazione autentico. Ma una Rai pubblica gestita al di fuori dei principi sanciti dalla Corte Costituzionale sarebbe una violazione non praticabile e che di fatto non sarà praticata». Lo ha affermato il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri.

Carra alla Camera: Monti smentisca trattativa con Berlusconi - Il deputato Udc Enzo Carra, prendendo la parola in aula Camera, ha invitato il Presidente del Consiglio Mario Monti a smentire le indiscrezioni di stampa secondo cui le nomine Rai sono state fra i temi discussi ieri nel pranzo a palazzo Chigi con Silvio Berlusconi.

Rositani querela ancora Repubblica; solo spese di servizio - Il consigliere di amministrazione Rai Guglielmo Rositani annuncia una nuova querela per diffamazione nei confronti del quotidiano La Repubblica, definendo false e infondate le accuse di «spese allegre» da lui effettuate con la carta di credito aziendale di viale Mazzini.

Idv chiede a Garimberti e Lei chiarimenti su spese Rositani - «In Rai le carte di credito aziendali sono ormai consegnate con la licenza di spendere senza freni. E' il caso di Guglielmo Rositani, consigliere a viale Mazzini, che avrebbe dissipato a destra e a manca soldi pubblici per degli acquisti spropositati, quando non imbarazzanti. Il Presidente Garimberti e il dg Lei chiariscano subito quest'ennesimo scandalo». Lo ha chiesto il senatore Pancho Pardi, Capogruppo IdV in Commissione di Vigilanza, che ha presentato un'interrogazione in merito.

Pdl Tremonti per film in inglese obbligatori in prima serata - Proposta di legge dell'ex ministro Pdl dell'Economia Giulio Tremonti per imporre alla rai l'obbligo di mandare in onda in prima serata film in inglese sottotitolati in italiano, per accrescere nel nostro Paese la conoscenza della seconda lingua.
«La televisione è ancora potentissima e il servizio pubblico oltre l'informazione dovrebbe fare formazione. I figli dei ricchi l'inglese hanno la possibilità di impararlo a casa», ha sottolineato Tremonti preannunciando la sua iniziativa parlamentare, nel corso della trasmissione di Raitre Agorà.