13 agosto 2020
Aggiornato 08:00
Lettera dell'ex Presidente del Consiglio a Il Giornale

Mills, Berlusconi: Accanimento giudiziario, soffro ma spero

Solo io posso sapere quanto male ho subito e continuo a subire per avere scelto la strada dell'impegno politico. Il PM chiede condanna a cinque anni per Berlusconi. Cicchitto: Contro Berlusconi Tribunale speciale senza legge. Gasparri: Pm Milano farneticano

ROMA - L'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, imputato a Milano nel processo Mills, ha scritto una lettera a Il Giornale per lamentare «l'accanimento di alcuni magistrati di Milano» contro la sua «immagine di uomo.
«Ho la coscienza - scrive Berlusconi - di aver servito in questi anni con tutte le mie forze il mio Paese, e ne sono ripagato con un accanimento da parte di alcuni magistrati di Milano che non ha eguali nella storia. Si vuole distruggere fino in fondo la mia immagine di uomo, di imprenditore e di politico. Solo io posso sapere quanto male ho subito e continuo a subire per avere scelto la strada dell'impegno politico».
«Al termine di una vita di lavoro indefesso - prosegue la lettera - sia nella mia professione di imprenditore e in seguito nell'impegno politico, sono trattato peggio di un delinquente, con accuse che non trovano corrispondenza nei fatti e che sono state smentite nel corso del processo dibattimentale. La decisione di impegnarmi nella vita pubblica, cercando di trasformare e di cambiare l'Italia, non mi è stata mai perdonata da tutti quei poteri che si sono visti insidiati nei loro interessi e nelle loro ambizioni».
«Quello che più mi amareggia in questo momento - dice Berlusconi - è di constatare fino a che punto la giustizia può essere piegata a pregiudizi di carattere politico e ideologico».
«La coscienza - conclude Berlusconi - che ho di questa situazione, e la vicinanza della mia famiglia e di quanti mi vogliono bene e mi conoscono, mi dà la forza di continuare la battaglia per il riconoscimento pieno della mia totale estraneità a quanto mi viene addebitato. Spero ancora che giudici integerrimi e devoti unicamente alla legge e alla verità, decidano in piena coscienza e nel pieno rispetto della realtà dei fatti».

Lupi: Finto processo con sentenza già scritta - «Dal tribunale di Milano e dall'arringa del pubblico ministero Fabio De Pasquale non arrivano soprese ma solo conferme a quello che diciamo da tempo. Quello contro il presidente Silvio Berlusconi è un finto processo con una sentenza già scritta». Lo ha detto in una nota Maurizio Lupi, vice presidente Pdl della Camera.
«Per raggiungere l'obiettivo - ha aggiunto - si è addirittura impedito il lavoro della difesa, negando diritti che sono alla base del concetto stesso della giustizia così come viene esercitata e concepita nei Paesi democratici. Per De Pasquale Berlusconi è il male assoluto, un nemico da combattere e abbattere con ogni mezzo. Stupisce non l'abbia incolpato anche dello scoppio della prima Guerra Mondiale o dell'assassinio di Cesare».

Mazzoni: Il PM di Milano rappresenta la negazione dello Stato di diritto - «Il pm ordina, il tribunale obbedisce. Ciò che sta avvenendo contro Berlusconi al Palazzo di ingiustizia di Milano, dove si sta procedendo a grandi passi verso una condanna senza uno straccio di prova, è la dimostrazione più evidente della necessità di giungere al più presto alla separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri». Lo afferma in una nota Riccardo Mazzoni della Direzione nazionale del Pdl. «Infatti - ha aggiunto - non esiste più una giustizia in cui accusa e difesa siano sullo stesso piano, e non c'è spazio alcuno né per il rispetto delle regole, né per l'osservanza delle leggi».
«La requisitoria del pm De Pasquale, poi, ha rappresentato la negazione stessa dello Stato di diritto, visto che è arrivata addirittura a ipotizzare date diverse per la prescrizione del presunto reato. A Milano ormai - ha concluso Mazzoni - la giustizia, e perfino la matematica, sono solo un'opinione. Politica, naturalmente».

Gasparri: Pm Milano farneticano - «Difesa falsificata? I pm di Milano farneticano. Quello Mills è piuttosto un processo in cui sono stati negati i più elementari diritti della difesa di Berlusconi». Lo ha dichiarato in una nota il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. «Ci troviamo di fronte - ha sottolineato - a un evidente caso di uso politico della giustizia, in cui violazioni palesi del diritto si mescolano ad un accanimento meschino nei confronti di una sola persona. Quanto sta accadendo a Milano è in contrasto con le più elementari norme della giustizia».

Cicchitto: Contro Berlusconi Tribunale speciale senza legge - «Tutto ciò vuol dire che ci troviamo davanti ad un Tribunale speciale che è all'opera '«legibus solutus'». Lo ha affermato il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, commentando le richieste della procura di Milano contro Berlusconi al processo Mills.
«Il punto non è che De Pasquale abbia chiesto la condanna per Berlusconi - perche' se avesse chiesto l'opposto sarebbe come se in Italia le nevicate degli ultimi giorni si verificassero d'agosto - anzi addirittura suona strano che il pm abbia chiesto solo 5 anni e non 30. Battute a parte - ha detto Cicchitto- la questione straordinaria è che la data della prescrizione è diventata un'optional e non è più un dato oggettivo».

L'Avvocato dello Stato: Berlusconi risarcisca 250 mila euro - Silvio Berlusconi deve risarcire 250 mila euro alla Presidenza del Consiglio dei ministri in solido con l'avvocato David Mills, il suo coimputato del quale la Cassazione aveva già affermato la responsabilità penale pur decidendo la prescrizione. È questa la richiesta dell'avvocato dello Stato Gabriella Vanadia costituita parte civile per la Presidenza del Consiglio dei ministri nel processo in cui Berlusconi è imputato di corruzione in atti giudiziari.
Vanadia ha ricordato che il reato di corruzione in atti giudiziari già riconosciuto dalla Cassazione in questa vicenda è lesivo dell'immagine della pubblica amministrazione, e della Presidenza del Consiglio dei ministri.

PM: Prescrizione sarà tra 3 maggio e metà luglio 2012 - Secondo il pm Fabio De Pasquale il reato di corruzione in atti giudiziari contestati a Silvio Berlusconi nel processo per il caso Mills andrà il prescrizione tra il 3 maggio e metà luglio del 2012. Secondo il magistrato bisogna considerare le udienze «saltate» per gli impedimenti dell'imputato e anche che la prescrizione in relazione alle decisioni della Corte Costituzionale resta sospesa fino alla data in cui il processo riprende effettivamente e non certo il giorno in cui la Consulta decide.

PM chiede condanna a cinque anni per Berlusconi - Il pm Fabio De Pasquale ha chiesto una condanna a cinque anni di reclusione per corruzione in atti giudiziari per Silvio Berlusconi nell'ambito del processo per la presunta corruzione di David Mills. Secondo De Pasquale il legale inglese mentì per coprire l'ex premier.
La difesa di Berlusconi «è ferma al 2006, sono passati sei anni e tre sentenze ma per loro non è cambiato niente, la loro tesi di estraneità e basato su documenti falsi o falsificati», ha sottolineato fra l'altro nella sua requisitoria De Pasquale.
Inoltre, secondo il pm «Mills mise in piedi operazioni bancarie costose e complicate per impedire l'accertamento della verità». Ricordando anche che le sentenze del Tribunale di Milano e quelle della Cassazione hanno definito «risibile» la tesi dell'armatore Attanasio come mandante dei 600mila dollari ricevuti dal legale inglese.