21 luglio 2024
Aggiornato 12:30
Alla vigilia del Consiglio dei Ministri

Liberalizzazioni, il Governo sonda Pdl-Terzo polo, PD irritato

Il timore è che, alla fine, il pacchetto liberalizzazioni venga ammorbidito, con concessioni a tassisti, farmacie e magari all'Eni per la rete Snam. Imbarazzo di Palazzo Chigi. Monti si è recato al Quirinale accompagnato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà

ROMA - Giro di colloqui per Mario Monti, alla vigilia del Consiglio dei ministri che varerà i provvedimenti per la crescita e le liberalizzazioni: il presidente del Consiglio va dal capo dello Stato a fare il punto, mentre a palazzo Chigi si recano delegazioni del Pdl e del Terzo polo per un giro d'orizzonte con i funzionari, cosa che indispettisce il Pd. I democratici non hanno partecipato a questi colloqui informali svolti nella sede del Governo e sono entrati in allarme quando hanno letto dalle agenzie di stampa che Terzo polo e Pdl erano stati ricevuti a palazzo Chigi: il timore è che, alla fine, il pacchetto liberalizzazioni venga ammorbidito, con concessioni a tassisti, farmacie e magari all'Eni per la rete Snam. Situazione che ha messo in imbarazzo palazzo Chigi, che non fornisce dettagli sulla visita di Pdl e Terzo polo, limitandosi a dire che non hanno visto il presidente del Consiglio.

Monti si è recato al Quirinale verso le 18, accompagnato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, dal ministro Filippo Patroni Griffi e dal sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vincenti. Un giro d'orizzonte, per informare il capo dello Stato. Nel frattempo, però, a palazzo Chigi arrivavano le delegazioni dei partiti: prima il Terzo polo, che solo per un attimo ha potuto parlare direttamente con Catricalà, poi il Pdl, mentre Monti e il sottosegretario erano al Quirinale. Il pacchetto è piaciuto al Terzo polo, che non ha niente da eccepire sull'impegno del Governo a scorporare entro sei mesi la rete gas da Eni, per esempio. Il Pdl si è riunito subito dopo la visita a palazzo Chigi, per una valutazione delle misure. Stamattina, inoltre, Monti aveva ricevuto i tassisti, usciti piuttosto tranquillizzati dal colloquio.

Chi si è preoccupato assai, appunto, è il Pd. Per tutto il giorno i dirigenti democratici cadevano dalle nuvole, incalzati dai cronisti che chiedevano se anche loro sarebbero andati a palazzo Chigi. Quindi, in serata, la nota di Antonio Misiani, tesoriere del partito, che rappresenta un vero altolà al Governo: «Consultazioni con Gasparri e Terzo Polo sulle liberalizzazioni alla vigilia del Consiglio dei ministri? Forse non sarebbe male se Catricalà chiarisse perché e di cosa si tratta». Il timore è quello di una marcia indietro del Governo, per esempio sul fronte dell'energia, delle farmacie, dei taxi. Dire che il governo si impegna a scorporare la rete del gas entro sei mesi è «una presa in giro», si lamentano al Nazareno. Così come, per il Pd, sarebbe molto poco gradevole se il governo liberalizzasse i servizi pubblici locali, magari forzando il risultato del referendum dello scorso giugno, e usasse la mano morbida contro alcuni grandi interessi.
Senza contare che il Pd è irritato anche per la ritrosia del Governo a correggere le misure sulle pensioni per chi ha perso il lavoro: correttivi sui quali il Governo si era impegnato, facendo propri gli ordini del giorno presentati lo scorso dicembre al momento del varo del decreto «salva-Italia». Il Governo per ora non fornisce dettagli, anche se i partiti che sono stati oggi a palazzo Chigi spiegano che è confermato, per esempio, lo scorporo della rete gas «entro sei mesi», come teme il Pd.