12 dicembre 2019
Aggiornato 22:00

Salta il vertice Monti-Merkozy, il Premier insiste: Berlino faccia di più

Il Professore soddisfatto per l'incontro con i Partiti: Lavoro proficuo. Quelle che non possono lasciare soddisfatto il premier sono invece le notizie dall'Europa: Standard & Poor's che declassa ad AA+ l'Efsf, Sarkozy che fa slittare il vertice

ROMA - Un passo avanti sul fronte interno, con i partiti che per la prima volta accettano di ritrovarsi tutti allo stesso tavolo e danno il via libera alla mozione unitaria sull'Europa; un brusco stop sul fronte comunitario, con l'annullamento della trilaterale di venerdì a Roma che doveva segnare il ritorno 'ufficiale' dell'Italia al tavolo di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. Ma Mario Monti incassa oggi il sostegno alla sua linea da parte del governatore della Bce Mario Draghi: «Situazione gravissima, bisogna attuare tempestivamente le decisioni che sono state prese» al vertice europeo, in particolare per quanto riguarda «l'Efsf e l'Esm». Oltre all'endorsement di Hermann von Rompuy, l'ultimo in ordine di tempo dei leader europei ad elogiare la linea intrapresa dal governo dei professori. Forte di questi appoggi, il premier torna a chiedere alla Germania di «fare di più» per abbassare i tassi italiani.

Il Professore soddisfatto per l'incontro con i Partiti: Lavoro proficuo - A Palazzo Chigi questa volta Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pier Ferdinando Casini entrano dalla porta principale, e vi restano per tre ore: non si parla di liberalizzazioni o mercato del lavoro, ma si discute di Europa e della strategia da seguire. Alla fine Monti incassa la mozione unitaria che sostanzialmente avalla la linea fin qui seguita e rafforza l'esecutivo anche agli occhi di chi - come Standard and Poor's - nello spiegare le ragioni del declassamento aveva fatto riferimento al rischio che la maggioranza che sostiene il governo potesse via via cedere. «Al di là dei distinguo tra i vari segretari, l'incontro di oggi dà stabilità al quadro politico interno», spiega un esponente di governo, e di fatto «lascia le mani libere a Monti in Europa». Scontato dunque che da palazzo Chigi si faccia presente la «soddisfazione» del premier per un «lavoro proficuo» in vista delle prossime settimane.

Quelle che non possono lasciare soddisfatto il premier sono invece le notizie dall'Europa: Standard & Poor's che declassa ad AA+ l'Efsf, Sarkozy che fa slittare il vertice. La motivazione è un appuntamento interno improrogabile, e palazzo Chigi prende atto. Le vere motivazioni non sono ancora note, ma dal governo trapela la delusione per il rinvio di un appuntamento che avrebbe potuto inviare un primo messaggio rassicurante ai mercati. Un «rammarico» che sarebbe stato espresso anche nel corso del vertice con i segretari di maggioranza. Per questo si sta ancora lavorando all'ipotesi di una video conferenza con l'Eliseo e il Kanzleramt, che consenta comunque di ottenere qualche risultato.

Ma nonostante lo stop alla trilaterale, il lavoro di Monti sui mercati continua, questa volta attraverso un'intervista al Financial Times a due giorni dalla visita nella City. Dalle colonne del quotidiano britannico, Monti insiste nel chiedere alla Germania e agli altri Paesi creditori di fare di più per aiutare il Paese ad abbassare i tassi di interesse, a fronte della disciplina fiscale mostrata dall'Italia. Tanto che anche per S&P, fa presente il premier, il «rischio politico» è legato alle istituzioni europee, «non al mio governo». Quanto alla possibilità di acquisti più massicci da parte della Banca Centrale Europea, «una Bce indipendente si sentirà più rilassata una volta che il trattato fiscale sarà sulla carta con sotto 26 o 27 firme. E nella sua autonomia potrebbe decidere o non decidere di allentare la sua politica monetaria».