13 giugno 2024
Aggiornato 07:00
La Consulta dice no al Referendum

Legge elettorale, Finocchiaro: Ora i Partiti alla prova fatti

La Senatrice Democratica: «Il PD farà la sua parte per la riforma. Una delle cause dell'allontanamento dei cittadini italiani dalla politica risiede proprio nell'attuale legge elettorale. Inaccettabili i giudizi di Di Pietro»

ROMA - «E' il momento adesso di misurare la sincerità delle forze politiche che a grande maggioranza hanno detto di volerla cambiare. E' in Parlamento e non nelle piazze che si misurerà ora la volontà riformatrice dei partiti. Il Pd farà con responsabilità la sua parte». Lo ha sottolineato la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro, alla luce della sentenza della Consulta sulla inammissibilità dei referendum elettorali.

«Non commento la decisione della Consulta, la rispetto e aspetto di leggere le motivazioni della sentenza. E' evidente che come Pd - ha sottolineato- non possiamo gioire oggi ma non è accettabile leggere commenti violenti e volgari contro un organo costituzionale. Ed è ovvio che il referendum sarebbe stato uno stimolo alla riforma della legge elettorale ma non è possibile compiere insinuazioni di basso profilo ed esprimere giudizi irrispettosi verso la Consulta e verso il Capo dello Stato. Oggi, dopo questa sentenza, sulle forze politiche che hanno a cuore la democrazia italiana e sul Parlamento pesa ancora più forte la responsabilità di cambiare il Porcellum».
«Noi - ha ricordato Finocchiaro - in Parlamento abbiamo già depositato la nostra proposta di riforma ma quello che è importante è che le forze politiche che vogliono ridare il potere di scelta ai cittadini e ristabilire il giusto rapporto tra elettori ed eletti si impegnino, in Parlamento, in un confronto che porti al cambio di questa legge elettorale. Una delle cause dell'allontanamento dei cittadini italiani dalla politica risiede proprio nell'attuale legge elettorale».