30 agosto 2025
Aggiornato 05:30
Il Premier a Parigi rivendica: Da noi sforzi senza pari, l'Europa agisca

La tela di Monti: asse con Sarkozy su Trattato e BCE

E' noto che la posizione dell'Italia mira a un netto incremento del Fondo salva-Stati, ma anche su un nuovo ruolo della BCE. Passera: Per affrontare la crisi serve una «autentica Banca centrale» europea che abbia a disposizione «strumenti e risorse necessarie»

PARIGI - Tesse la tela, Mario Monti. Non come l'epica Penelope. Che a far come lei - è convinto il Professore - ci si impegna fin troppo l'Europa, rischiando di disfare di notte ciò che costruisce di giorno. La tessitura del presidente del Consiglio punta piuttosto a innescare la crescita in un'Unione che - è la convinzione a palazzo Chigi - non può vivere di sola disciplina finanziaria. Ma per centrare l'obiettivo bisogna ammorbidire le resistenze tedesche. E questo vuol dire non solo affrontare la questione direttamente con Angela Merkel, come accadrà mercoledì prossimo a Berlino, ma anche cercare di incunearsi in quell'asse franco-tedesco che da qualche tempo scricchiola un po'.

Prima tappa dell'euro tour del premier, che culminerà con il doppio appuntamento di Bruxelles del 23 e del 30 gennaio, d'altra parte, è proprio Parigi. Colloquio con Francois Fillon a pranzo, intervento a un convegno sulle prospettive dell'Europa nel primo pomeriggio e, soprattutto, un faccia a faccia all'Eliseo con Nicolas Sarkozy. Alla fine entrambi ci tengono a mettere l'accento su una «identità di vedute» per uscire dalla crisi e su una forte fiducia nei confronti dell'euro. Certo, nessuno dei due entra nel merito. E' tuttavia noto che la posizione dell'Italia mira a un netto incremento del Fondo salva-Stati, ma anche su un nuovo ruolo della Bce. Non è Monti direttamente a parlarne, ma il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, anche lui ospite a Parigi del Convegno «Nuovo Mondo». Per affrontare la crisi - dice - serve una «autentica Banca centrale» europea che abbia a disposizione «strumenti e risorse necessarie». Vola più alto il Professore nel suo intervento, ma la sostanza non si discosta. Soprattutto quando spiega che gli Stati membri dell'Unione devono fare in modo che ci siano «munizioni sufficienti «per fare sì che sparisca dalla mente dei mercati, un rischio relativo alla permanenza dell'euro».

Monti: Da noi sforzi senza pari, l'Europa agisca - D'altra parte, nell'ennesima giornata di spread ben oltre la soglia di sicurezza, c'è un altro concetto che il presidente del Consiglio vuole lasciare ben impresso in Europa: L'Italia i suoi compiti li ha fatti, eccome. Anzi è arrivata a fare «sforzi senza pari» e nei prossimi due mesi metterà a punto misure che le consentiranno di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Il punto - osserva - è che l'Europa si è mostrata «più debole di quanto pensavamo» e ora deve capire che è il momento di agire attraverso uno sforzo collettivo. Come a dire che lasciarsi tentare da logiche 'casalinghe, come rischia di fare la Germania, potrebbe finire per alimentare il germe della divisione. Ed è questo, afferma Mario Monti, il timore principale che chiunque dovrebbe avere. Mentre, è convinto, il Professore, l'Europa è di fronte a una sfida e «il destino è nelle sue mani», proprio come un «alpinista» che si trova «su un crinale pericoloso» ma può ancora raggiungere la meta. Una meta che per palazzo Chigi passa anche attraverso una modifica del Trattato salva-euro su cui pesa il freno a mano tedesco e su cui l'Italia è riuscita, in parte, a far passare una linea più soft rispetto alla stretta su debito e deficit.
Prima che il Consiglio europeo torni ad occuparsene, comunque, Mario Monti vedrà a Roma Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, occasione per tornare in pressing sugli eurobond nei confronti della Cancelliera. Da questo punto di vista il precedente trilaterale non è a favore del Professore: ma la tessitura, si sa, non è lavoro per impazienti.