Casini: Il Pdl teme le preferenze, più facile se nominati
Il leader UDC: «I cittadini devono tornare a scegliere i parlamentari». Briguglio (Fli): Sulle preferenze il Pdl smentisce il Premier. Formisano (Idv): Si ragioni partendo dal referendum
ROMA - «Non c'è nessuna trattativa con il Pdl sulla legge elettorale perchè nel Pdl ci sono idee confuse, premier ha detto una cosa giusta sulle preferenze, ma è stato smentito da chi teme non essere rieletto». Lo ha detto Pier Ferdinando Casini durante l'Intervista su SkyTg24.
«Bisogna dare ai cittadini la possibilità di scegliere i parlamentari - ha insistito il leader dell'Udc - o con le preferenze o con i collegi, ma molti parlamenti che hanno paura delle preferenze vogliono lo status quo, cioè essere designati dal loro leader, perchè è più facile conquistare la benevolenza del leader piuttosto che fare una gran fatica per prendere i voti dalla gente, parlare con i cittadini».
Briguglio (Fli): Sulle preferenze il Pdl smentisce il Premier - «Come avevamo previsto, l'evocazione del ritorno alle preferenze da parte di Berlusconi ha aperto nel Pdl la stagione del terrore. Da Quagliariello a Fitto a Crosetto, con l'eccezione dell'irridente Formigoni, si è scatenata la bagarre per smentire e correggere il premier». E' quanto dichiara Carmelo Briguglio, vice presidente vicario dei deputati di Fli.
«Persino il presidente del Senato Renato Schifani, colui il quale secondo il Pdl a differenza di Gianfranco Fini non fa politica, ha messo i piedi nel piatto dello scontro dentro il suo partito tra preferenzialisti e non, sparando a zero contro il voto di preferenza. Secondo Schifani - osserva Briguglio - le preferenze sono un sistema da Prima Repubblica non rendendosi conto, da seconda carica dello Stato, di avere bollato così la stragrande maggioranza della classe dirigente del Paese che viene eletta con le preferenze: tutti i parlamentari europei, i consiglieri regionali, comunali e circoscrizionali dell'Italia intera. Una leggera gaffe politico-istituzionale, nulla di grave. Naturalmente non sono da Prima Repubblica, Scilipoti e i deputati oggetto di compravendita o alcune avvenenti signorine scelte con le liste bloccate. Non c'è dubbio che c'è di meglio teoricamente delle preferenze, come i collegi del sistema tedesco, ma in mancanza le preferenze profumano di pulito rispetto alle liste bloccate».
Formisano (Idv): Si ragioni partendo dal referendum - «Non vorremmo che tutto questo vociare sulla legge elettorale servisse solo per impostare un provvedimento legislativo teso a superare il referendum senza cambiare la portata della legge 'porcata'». Ad affermarlo, è Nello Formisano (Idv), vicepresidente della Commissione Bicamerale per la Semplificazione.
«Noi dell'Italia dei Valori - aggiunge Formisano - siamo aperti a un ragionamento che mantenga il bipolarismo (coalizione, programma e premier noti all'elettore prima del voto) e che consenta agli elettori di scegliere i parlamentari. Per la verità il cosiddetto 'Mattarellum', sistema elettorale che verrebbe fuori dal referendum, centrerebbe tutti gli obiettivi indicati. Ed è per questo che noi lo abbiamo sostenuto. Ciò nonostante, siamo disponibili ad una rapida discussione in Parlamento purchè siano fatti salvi i principi indicati».
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