15 dicembre 2019
Aggiornato 14:00

Governo: Minzolini, Berlusconi ora rischi e non vivacchi

«L'Opposizione la smetta di chiederne le dimissioni. Fini fa un uso improprio del termine fazioso». Pardi: Minzolini aspira anche al falso ideologico, intervenga il dg. Bocchino: Il silenzio del Dg affossa l'azienda per favorire Mediaset. Casoli (Pdl): Su Minzolini l'opposizione è patetica

ROMA - Augusto Minzolini, direttore del Tg1, in un editoriale nell'edizione delle 20 sottolinea che il governo ha confermato oggi in Parlamento di avere la maggioranza ma lo invita anche a rischiare e a non vivacchiare facendo le riforme.
«La Costituzione è chiara: un governo è in carica finchè ha la fiducia del Parlamento, è una regola inequivocabile - ha ricordato Minzolini -. Oggi è stata data la fiducia al governo da una maggioranza che è passata, rispetto al 14 dicembre, da 314 a 316 voti, la minoranza deve prenderne atto e a questo punto può continuare a svolgere un'opposizione intransigente, o dialogare con la maggioranza per uscire dalla crisi o mettere in piedi un'alternativa credibile, di sicuro non può continuare con la litania della richiesta di dimissioni».
«Anche governo e maggioranza devono fare la loro parte - ha concluso il direttore del Tg1 -, ci sono segnali positivi, sulla disoccupazione, il debito pubblico è diminuito, quindi il governo dovrà essere capace di mettere in campo un'azione riformatrice, dare impulso alla crescita, assumendosi tutti i rischi del caso. Rischiare è meglio di vivacchiare».

Minzolini: Fini fa un uso improprio del termine fazioso - «Ieri l'onorevole Fini a proposito del Tg1 ha fatto un uso improprio del termine fazioso, il Tg1 fa solo cronaca a continuerà a farla, del resto il presidente della Camera ha una visione particolare del concetto di imparzialità, ma io rispetto tutte le istituzioni». Così Augusto Minzolini, direttore del Tg1, in un editoriale nell'edizione delle 20 ha replicato alle critiche che ieri gli ha rivolto Gianfranco Fini.

Pardi: Minzolini aspira anche al falso ideologico, intervenga il dg - «Non contento di essersi meritato la richiesta di rinvio a giudizio per peculato, Minzolini dà segno di aspirare anche al falso ideologico». Lo dichiara il senatore Pancho Pardi, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione di Vigilanza Rai, commentando l'editoriale del direttore del Tg1 Augusto Minzolini: «Il suo estremo atto in difesa del Governo e, quindi, di se stesso - aggiunge - è quanto di più fazioso e mendace si possa sostenere: mentre le istituzioni più autorevoli, da Bankitalia alla Corte dei Conti e all'Istat, diramano quotidiani bollettini di guerra sulla disastrosa condizione economica del Paese, Minzolini tesse le lodi di un Governo comatoso e pretende che le opposizioni si mettano il bavaglio come vorrebbe Berlusconi».
«La carta di credito più strisciata della Rai - prosegue l'esponente dipietrista - dice di fare solo cronaca, ma lo stesso Cicchitto riconosce che Minzolini è criticato per le sue posizioni politiche: si mettano d'accordo, intanto lo scandalo di un tg gravemente fazioso e fortemente squilibrato a favore del Governo è sotto gli occhi di tutti. Il calo di ascolti che è riuscito ad ottenere Minzolini è senza precedenti, i cittadini sono stanchi di pagare il canone per questa informazione da Eiar. Il Tg1 non può restare nelle mani di un simile personaggio e continuare ad essere organo di regime, il dg Lei - conclude Pardi - ha il dovere di intervenire subito per restituire dignità al servizio pubblico».

Fassina (Pd): «Minzolini fa mitologia del Premier, più che cronaca» - «Magnificare i successi del governo Berlusconi in campo economico ha più a che fare con la mitologia che con la cronaca. Con Giove ovviamente incarnato da Berlusconi». Lo ha affermato Stefano Fassina della segreteria del Partito Democratico, commentando l'editoriale del direttore del Tg1. «Nell'esordio del suo ormai quasi quotidiano editoriale Minzolini - ha detto - ha rivendicato che il Tg1 fa cronaca. Pochi secondi dopo ha, però, anche provveduto a smentirsi da solo. La diminuzione del debito è dovuta all'ordinario andamento che deriva dalle scadenze e non rappresenta, come ha voluto fare intendere il direttore del Tg1, un passo significativo per la risoluzione del problema: il debito resta purtroppo inchiodato al 120% del Pil».

Bocchino: Il silenzio del Dg affossa l'azienda per favorire Mediaset - «Dinanzi allo scempio dell'informazione pubblica di cui è protagonista Minzolini il direttore generale della Rai ha il dovere di intervenire portando subito in consiglio d'amministrazione la proposta di licenziamento del direttore del Tg1». Lo dichiara il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, che aggiunge: «Se Lorenza Lei continua a tacere viene meno al suo ruolo e l'unica spiegazione di questo silenzio potrebbe essere che è stata ingaggiata allo scopo di affossare il servizio pubblico a favore della concorrente Mediaset».

Casoli (Pdl): Su Minzolini l'opposizione è patetica - «Questa opposizione è patetica. Specie quando si tratta di attaccare ingiustamente Augusto Minzolini». Lo sostiene Francesco Casoli, vicepresidente del gruppo Pdl in Senato e componente della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai.
«Non c'è un solo editoriale del direttore del Tg1 - aggiunge - al quale non facciano seguito le dichiarazioni fotocopia dei soliti noti dell'Idv, del Pd ed ora anche di Fli. Lo schema per questi signori è sempre lo stesso: quando c'è da commentare un dato negativo la colpa naturalmente è di Berlusconi, se viceversa si certifica, numeri alla mano, una riduzione del debito pubblico si inventano improbabili ed incerte spiegazioni. Minzolini fa il suo lavoro più che correttamente e chiamare in causa Lorenza Lei è inopportuno e senza alcuna ragione».