17 ottobre 2019
Aggiornato 22:30
Per il leader di FLI intervista pubblica a Terracina

Governo: Fini, nonostante la fiducia non governa

«Lo sviluppo non si può fare a costo zero, no ai tagli lineari. Un politico indagato dovrebbe dimettersi. Intercettazioni: rinviato ancora ddl, forse hanno capito…»

TERRACINA - Quello che oggi ha incassato «la cinquantunesima fiducia è un governo che può legittimamente governare, ma che non si preoccupa degli interessi dell'Italia». Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla festa provinciale di Latina di Fli, questa sera a Terracina, durante un'intervista pubblica nella quale gli è stato chiesto che Italia è quella in cui ci troviamo?.
«E' un'Italia - ha risposto Fini - che ha un governo pienamente legittimato a governare che oggi ha ottenuto la 51esima fiducia, ma che, se non apre gli occhi e non prende atto della realtà del Paese, più che governare continuerà a galleggiare».
«La priorità - ha continuato Fini - è il lavoro e le risposte alla crisi. Se però il governo, quando stila l'agenda, mette prima il processo breve o le intercettazioni, è un governo che non si preoccupa dell'interesse generale. Se il governo poi continua a ritenere che tutto quello che accade dal Po in giù interessa poco, perché l'azionista di maggioranza continua a rappresentare un territorio che non esiste, la Padania, è evidente - ha concluso Fini - che continua a galleggiare ma non riesce a governare».

Sono stato messo alla porta del PDL - «Non tollero che qualcuno dica Fini se n'è andato. Sono stato messo alla porta, è diverso». Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un'intervista pubblica a Terracina nella quale ha ri-raccontato la propria storia nel Pdl. Poi, parlando degli ex An, Fini è sbottato: «Che tristezza vedere amici o ex amici che difendono l'indifendibile pur di mantenere una poltroncina o una poltrona di potere».
«Il presidente Berlusconi non ha capito chi ha votato il Pdl: non è un club di milionari, ma è stato votato da milioni di persone normali» In particolare, il riferimento era alla patrimoniale, «non voluta da Berlusconi, secondo cui - ha detto Fini - andrebbe contro gli elettori del Pdl».

Lo sviluppo non si può fare a costo zero, no ai tagli lineari - «Come puoi pensare di tenere i conti pubblici sotto controllo e avere le risorse da investire? Certamente non con i tagli lineari», quello che investe pensando di fare il governo, così «si offendono tutti e non si offende nessuno. Così però si rimane in uno stato di stagnazione, di depressione». Il presidente della Camera parlando del prossimo decreto sviluppo, che «non può essere fatto attraverso tagli lineari», ma che deve prevedere investimenti di rilancio. Ovvio quindi che non può essere «a costo zero».

Un politico indagato dovrebbe dimettersi - «Se un ministro, un parlamentare, un consigliere regionale o un sindaco risultano avere problemi con la giustizia, premesso che un cittadino è presunto innocente fino al terzo grado di giudizio, dovrebbero dimettersi», perché «la politica ha anche il dovere di dare il buon esempio». Lo dice il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso di una intervista pubblica a Terracina, durante la quale gli è stato chiesto un parere sui rapporti fra politica e legalità.

Intercettazioni: rinviato ancora ddl, forse hanno capito… - Oggi la conferenza dei capigruppo della Camera «ha rinviato di un'altra settimana» l'esame in aula della riforma delle intercettazioni «perché forse anche la maggioranza si è resa conto che gli italiani non hanno l'anello al naso». Secondo Fini, quindi, qualche modifica rispetto all'attuale normativa sulle intercettazioni «andrebbe fatta», ma partendo da alcuni «punti fermi». Primo fra tutti, il fatto che «le intercettazioni sono un importante strumento per garantire la legalità».
«E' poi evidente - ha aggiunto Fini - che nel momento in cui le intercettazioni vengono rese note, è importante distinguere tutto ciò che è rilevante da ciò che non lo è. Questioni private, pettegolezzi, non c'entrano nulla con quello che dice la normativa che deve essere discussa». Eppure, questo punto, secondo Fini, non è ben trattato nella normativa in discussione a Montecitorio, mentre ci si occupa di altro, come del carcere per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni. «Pensare di vivere in un Paese dove si mettono in galera i giornalisti invece dei delinquenti - ha concluso Fini - è preoccupante».

La Riforma della Giustizia va fatta, ma non per limitare giudici - Una riforma della giustizia è necessaria, ma deve essere nell'interesse del cittadini non per rendere sempre più difficile la realizzazione del principio per cui la legge è uguale per tutti. Non si può parlare di una riforma della giustizia avendo come principio limitare il potere dei giudici o rendere più difficile l'accertamento della verità».
«Chi ha una carica istituzionale così importante come la presidenza del consiglio - ha detto Fini - non può dire che la magistratura è un cancro. Bisogna rispettare la magistratura, perché è uno dei pilastri dello Stato. E' inammissibile - ha aggiunto Fini - che ci sia questo scontro che dura da troppo tempo».
Fini ha quindi spiegato che ci sono state «tante polemiche nel passato perché non condivido la presunzione che qualcuno ha di affermare che il principio per cui 'la legge vale per tutti' non è valido per alcune persone o alcune situazioni. Ma si può - ha concluso il presidente della Camera - chiedere alla maggioranza di fare processo breve e lungo perché si è imputati in un processo in cui è necessario fare presto e un altro in cui è necessario tirare di lungo?».