14 dicembre 2019
Aggiornato 01:30
Politica | Riforme e referendum

Legge elettorale: Casini, non abbiamo tempo per queste buffonate

Formigoni: «La legge elettorale andava riformata da tempo». Vendola: «Alfano faccia autocritica, poi discutiamo». Crosetto al Governatore pugliese: «Il Parlamento è in grado di fare la riforma». Enrico Letta: «No a un baratto per la sopravvivenza del Governo»

ROMA - «Ci sono dati impressionanti sulle aziende che chiudono e i posti di lavoro che vengono persi. Non perdiamo tempo in buffonate e discussioni inutili sulla legge elettorale, quando il rischio Grecia sembra concretizzarsi». Lo ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, a margine della convention della Fondazione Nuova Italia.
Quanto alle aperture manifestate da Alfano, ha risposto: «Aperture, chiusure...non è questo il problema. Alfano non deve fare una legge elettorale per far piacere a me, ma semmai dovrebbe cercare di fare piacere al Paese» abbandonando il bipolarismo, «visto che il bipolarismo questo Paese l'ha messo in ginocchio».
«Alfano parla di riforma elettorale? Auguri, vedremo, se saremo tutti vivi. Ma noi - ha sottolineato Casini - non abbiamo il tempo di ragionare in termini ordinari».

Formigoni: «Bene Alfano, la legge elettorale andava riformata da tempo» - «Mi fa piacere l'annuncio di Alfano, la legge elettorale doveva essere riformata da tempo». Lo ha detto Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, prima di partecipare a un dibattito organizzato dalla Fondazione Nuova Italia.
«Non possiamo più permettere - ha spiegato - di mandare in Parlamento e nei Consigli regionali persone nominate dall'alto. La democrazia, la scelta del popolo, è la base fondamentale del Pdl rinnovato. I nostri elettori ne hanno piene le tasche. I valori fondamentali della nuova legge elettorale devono essere l'eliminazione di deputati e senatori nominati, l'eliminazione dei listini bloccati regionali e l'introduzione, Formigoni lo dice da sempre, della preferenza».

Vendola: «Alfano faccia autocritica, poi discutiamo» - «Prima una sana autocritica, poi discutiamo». Lo ha detto il leader di Sel Nichi Vendola, rispondendo al segretario del Pdl, Angelino Alfano, che ieri ha detto di lavorare per una nuova legge elettorale.
«Bisognerebbe chiedere scusa agli italiani, Alfano - ha aggiunto - deve chiedere scusa perché il centrodestra ha messo in campo il sistema elettorale più vergognoso». Insomma prima si faccia «autocritica, poi discutiamo».
Il governatore della Puglia ha poi sottolineato che continuerà la raccolta di firme a sostegno del referendum vista «l'inerzia di questo Parlamento, che dubito voglia ripristinare i principi della democrazia reale».

Crosetto a Vendola: «Il Parlamento è in grado di fare la riforma» - «Vendola può stare tranquillo. Questo Parlamento è assolutamente in grado di cambiare la legge elettorale, anche perché la gran parte delle persone che lo compongono sono state elette tranquillamente con il sistema precedente». E' quanto ha dichiarato il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, replicando al leader di Sel.
«Sarebbe però interessante - ha aggiunto - che tra un giudizio ieratico ed una visione profetica scendesse sulla terra tra noi persone normali e ci spiegasse come mai i suoi amici ed i suoi alleati hanno approvato una legge tipo porcellum in Toscana. Poi, se gli rimane del tempo, magari potrebbe fornirci anche due notizie e qualche spiegazione sullo stato finanziario della sua regione, sui risultati della sua azione di governo e magari sulla sanità pugliese. Fatto questo breve passaggio tra noi miseri mortali sulla terra, può ritornare a guardarci dall'alto del suo ego - ha concluso Crosetto - dispensando saggi consigli e pensieri profondi».

Sel a Crosetto: «Non crediamo alle vostre intenzioni» - Il Parlamento in questi anni non ha fatto nulla per cambiare la legge elettorale, per questo adesso non è credibile il proposito annunciato dal Pdl di lavorare ad una modifica del Porcellum. Gennaro Migliore, di Sel, replica al sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto: «Il sottosegretario Crosetto non se la prenda se gli ricordiamo che abbiamo fatto più noi come Sel e Vendola per cambiare la legge elettorale, nonostante fossimo fuori dal Parlamento, di quanto tutta l'attuale maggioranza parlamentare».
«La pessima legge elettorale - ha proseguito l'esponente di Sel - fatta dalla stessa maggioranza oggi al governo è una porcata che dura da anni. E in tutti questi anni il Parlamento non ha voluto cambiarla, interessandosi solo dei problemi del premier.
Ci permetta pertanto il sottosegretario Crosetto di essere scettici sulle loro intenzioni e di essere convinti che solo l'iniziativa dei cittadini finalmente consentirà di cancellarla».

Donadi: «Alfano ha ancora tempo, firmi il referendum» - «Anche oggi, come ieri, Alfano parla della legge elettorale vigente come se non fossero stati lui e il suo partito a volere liste bloccate che espropriano i cittadini di ogni diritto di scelta». Così il presidente dei deputati Idv, Massimo Donadi, commenta la proposta del segretario del Pdl di «capovolgere il sistema elettorale per cui oggi i parlamentari sono calati dall'alto».
«Alfano non ce ne voglia ma il suo cambio di rotta ci sembra ridicolo. Se invece fa sul serio - prosegue Donadi - visto che ha ancora qualche giorno di tempo, lo invitiamo a sottoscrivere il referendum, promosso anche da noi, per il ritorno a un sistema elettorale basato sui collegi uninominali che, con una scelta vergognosa, il suo partito a suo tempo ha cancellato».

Crosetto a Donadi: «La legge va fatta in Parlamento» - La legge elettorale deve farla il Parlamento, il referendum è uno stimolo utile, ma non si può rinunciare a un sistema che «fa capire ai cittadini chi sarà il premier e quale coalizione guiderà il Paese». Lo ha detto il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, replicando al capogruppo Idv Massimo Donadi che ha chiesto al segretario Pdl Angelino Alfano di firmare per il referendum elettorale. «Vorrei cercare di spiegare a Donadi che le dichiarazioni del segretario del pdl sulla legge elettorale si concretizzeranno non attraverso una singola firma in più sul referendum, che è strumento nato per iniziative popolari, ma attraverso un disegno di legge del Pdl e della coalizione, e cioè attraverso lo strumento del quale dispongono i rappresentanti eletti ed i partiti politici».
«Ora - ha detto Crosetto - il confronto si sposta quindi dai banchetti alle aule parlamentari. Occorre dare atto ai molti cittadini che si sono dedicati con il lavoro alla raccolta firme di essere riusciti a smuovere la politica e ringraziarli per l'impegno profuso. Ma subito dopo bisogna scrivere una norma. Al Pdl va benissimo collegare gli eletti ai cittadini e ad un territorio, ma non rinuncerà mai ad un sistema che faccia capire ai cittadini chi sarà il premier e quale coalizione guiderà il paese».

Enrico Letta: «No a un baratto per la sopravvivenza del Governo» - «No ad una legge elettorale come baratto per la sopravvivenza del governo». Governo che «ha poche ragioni per sopravvivere». Il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, reagisce così - ai microfoni del Tg3 - all'apertura venuta ieri dal segretario Pdl Angelino Alfano, il quale ha annunciato l'intenzione di mettersi al lavoro per preparare una proposta di riforma elettorale da sottoporre a Lega e Parlamento.

Belisario (Idv): «Riforma condivisa o referendum» - «La maggioranza non giochi brutti scherzi. Questo improvviso cambio di passo sulla legge elettorale e sull'accelerazione data da Alfano per riformarla puzza di bruciato». A dichiararlo è il capogruppo dell'Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, che aggiunge: «Già una volta ci hanno imposto il Porcellum a colpi di maggioranza, perché sapevano di andare incontro ad una sconfitta clamorosa e si sono tagliati e cuciti una legge elettorale su misura. Non vorrei che, in odor di elezioni e di schiaffoni da parte dei cittadini, facessero lo stesso».
«L'Italia dei Valori - insiste l'esponente dipietrista - vuole archiviare una volta per tutte la porcata di Calderoli, non a caso abbiamo passato l'estate tra i banchetti per raccogliere le firme per il referendum abrogativo, e siamo disposti a discutere per varare una nuova legge elettorale. Ma che sia una riforma seria, chiara e condivisa, non imposta a colpi di maggioranza.
Per una volta il centrodestra rispetti le Istituzioni e i cittadini, che vogliono un vero strumento democratico per scegliere chi mandare in Parlamento. Se così non è e se si tratta di un trucchetto a cui questo governo ci ha tristemente abituati, per l'IdV - conclude Belisario - meglio il referendum».

Romano: «Il Referendum non sia usato come arma di ricatto» - Il referendum non può essere usato come arma di ricatto. Il ministro Saverio Romano ha commentato così il dibattito sul referendum elettorale: «Utilizzare il referendum come arma di ricatto politico nega anche simbolicamente il senso più pieno dello strumento referendario, che da sempre significa democrazia. Per quanto riguarda la legge elettorale,sarebbe utile che fosse il Parlamento a procedere ad una riforma tenendo conto dei criteri di rappresentanza».