28 gennaio 2020
Aggiornato 01:00
66ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite

Frattini: «La situazione è fluida, ancora non c'è una soluzione per la Palestina»

Il Ministro degli Esteri: «Ashton impegnata a preservare l'unità europea»

NEW YORK - Se i leader mondiali, riuniti a New York per la 66ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite, non riusciranno a trovare nelle prossime 48 ore una formula che convinca palestinesi e israeliani a tornare al tavolo del negoziato diretto per ricercare un accordo di pace entro una data certa, il presidente palestinese Abu Mazen venerdì chiederà al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di riconoscere ufficialmente uno Stato palestinese indipendente che possa entrare a pieno titolo nell'organizzazione internazionale. Una iniziativa giudicata negativamente sia da Israele sia dagli Stati Uniti, con questi ultimi pronti a mettere il veto a una eventuale richiesta palestinese.

Nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi giorni dalla diplomazia, la soluzione per arginare l'iniziativa di Abu Mazen e riportare le due parti al tavolo delle trattative, scongiurando anche una pericolosa frattura tra Stati Uniti ed Europa su questa questione, non è stata ancora trovata. «Siamo in una fase di estrema fluidità», ha detto ieri sera ai giornalisti il ministro degli Esteri Franco Frattini, nel corso di un punto stampa presso la sede della missione permanente dell'Italia alle Nazioni. Una fase in cui, ha proseguito il ministro, «con mia estrema soddisfazione, il punto su cui tutti certamente siamo d'accordo è che la unità europea, e quindi la necessità assoluta di trovare una soluzione che eviti divisioni e voti separati trova tutti fortemente d'accordo, e la signora Ashton (responsabile per la politica estera dell'Ue, ndr.) è molto impegnata nei suoi contatti a preservare questa unità europea».