25 giugno 2019
Aggiornato 05:30
Riforma della legge elettorale

Casini: «Il referendum è un errore». Di Pietro: «Ora ai banchetti i big che hanno firmato»

Castagnetti: «Il Pd lo sostenga senza esitazioni». Renzi: «Firmerò con amarezza». Bocchino: «Il Parlamento assuma un'iniziativa sulla legge elettorale»

ROMA - La scelta di una parte del Pd e di Idv e Sel di raccogliere le firme per chiedere un referendum che cancelli il Porcellum e stabilisca il ritorno al Mattarellum è un «errore». Lo dice Pier Ferdinando Casini parlando a Sky Tg24. «Il referendum - prevede il leader dell'Udc - non sarà reso ammissibile dalla Corte Costituzionale. Perchè è vero che il paese sembra essere terra di nessuno, ma per fortuna la Corte Costituzionale conosce il diritto».
La scelta referendaria è per Casini una «pressione legittima verso il legislatore per cambiare la legge elettorale» sulla quale invece è «il Parlamento» che deve scegliere. In quella sede, conclude, «noi ci confronteremo con la nostra proposta di proporzionale alla tedesca e quella che ci ha presentato Bersani per il Pd».

Di Pietro: «Ora ai banchetti i big che hanno firmato» - «Appello accorato» dal leader Idv Antonio Di Pietro «a tutte le personalità che avendo visto che riusciamo a raccogliere le firme vengono ora firmare anche loro» affinchè oltre alla personale sottoscrizione effettuata scendano in piazza da qui a fine mese per raccogliere le firme dei cittadini mancanti per il deposito in Cassazione del quesito che abroga l'attuale legge elettorale, ripristinando i collegi uninominali.
Noi - ha affermato Di Pietro all'indomani di sottoscrizioni eccellenti del Pd come Romano Prodi e Walter Veltroni - li ringraziamo per le loro firme del giorno dopo. Entro il 30 settembre, però, c'è bisogno di raccogliere almeno 500 mila firme: non solo delle loro blasonate. Per cui, che ne dite signori e signore personalità se invece che firmare soltanto venite anche insieme a noi in mercati, piazze, strade a raccogliere le altre 499 mila...?».

Castagnetti: «Il Pd sostenga il referendum senza esitazioni» - «Mi dispiace questa volta non essere d'accordo con l'amico Violante. A me pare infatti che a questo punto il sostegno del partito al referendum per l'abolizione del porcellum sia doveroso. In caso contrario la nostra gente non capirebbe perché tanta incertezza». Così Pierluigi Castagnetti, che ha firmato questa mattina a Reggio Emilia per il referendum per l'abolizione del porcellum, ha replicato a Luciano Violante che oggi si è detto convinto della inammissibilità del quesito referendario.
«Ci sono momenti - ha sottolineato Castagnetti - in cui la politica oltreché che della razionalità deve farsi carico del valore ideale di talune battaglie: non ci è bastata l'esperienza del referendum sull'acqua? Cito intenzionalmente questo precedente perché anche allora c'erano ragioni per dubitare della ammissibilità da parte della Corte Costituzionale. In questo caso so bene che la comunità dei costituzionalisti è divisa anche se autorevoli costituzionalisti e, a suo tempo, anche Leopoldo Elia ritenevano prevalenti le ragioni dell'ammissibilità. Ma vale la pena provarci con convinzione, anche perché la fattispecie del quesito di revisione parziale (predisposto peraltro da studiosi di indiscussa fama) che dovrebbe produrre la reviviscenza del Mattarellum è, in assoluto, una novità per la Corte».
«Del resto - ha fatto osservare il presidente Pd della Giunte per le immunità della Camera- questa iniziativa referendaria può produrre tre esiti, tutti positivi per gli italiani: o si cancella il porcellum e si ripristina il mattarellum; o il parlamento per timore di questo esito cambia in radice il porcellum; o il governo per evitare il cambiamento della legge elettorale si decide a dimettersi per andare rapidamente alle elezioni. Perché non provarci? Anzi, perché esitare? I cittadini di fronte all'inerzia del parlamento hanno il diritto di assumere essi una iniziativa ed il Pd ha, in questo caso, il dovere di assecondarli».

Renzi: «Firmerò con amarezza» - Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, firmerà «sicuramente» il referendum che chiede l'abrogazione dell'attuale legge elettorale. Ma, aggiunge, «con amarezza»: «l'amarezza - ha spiegato Renzi ai giornalisti- sta nel fatto che una classe politica dovrebbe avere l'intelligenza o la forza di fare le riforme in Parlamento, non di ricorrere ai referendum, il cui risultato viene spesso tradito: penso, ad esempio, a quello sul finanziamento pubblico ai partiti».
«Una classe politica degna di questa nome dovrebbe -ha concluso Renzi- dovrebbe fare le riforme in Parlamento, però visti che questi non lo fanno ben venga il referendum».

Donadi: «Firma contro il Porcellum è una scelta di democrazia» -«L'Italia dei Valori è orgogliosamente tra i promotori del referendum per abolire il Porcellum. La firma contro questo sistema elettorale che favorisce la Casta ed impone agli italiani un parlamento di nominati è una scelta di democrazia e di civiltà politica». Lo afferma il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.
«Si devono mettere da parte le polemiche partitiche di corto respiro - aggiunge Donadi - per riformare la legge elettorale e restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti. La riforma della legge elettorale è urgente perché su questa si basa la possibilità di rinnovare la classe dirigente e fare pulizia in Parlamento e nelle istituzioni».

Bocchino: «Il Parlamento assuma un'iniziativa sulla legge elettorale» - Futuro e Libertà ribadisce «la necessità di una legge elettorale che restituisca agli elettori il potere di scelta dei parlamentari e che garantisca stabilità ai governi e in tal senso si ritiene impegnato nel dibattito politico e in un eventuale iter parlamentare». Lo ha riferito il vicepresidente Italo Bocchino al termine della riunione dell'ufficio di presidenza di Fli riunito oggi che discusso a lungo della posizione del partito sulla legge elettorale e sul referendum, «esprimendo posizioni diversificate da parte dell'intera classe dirigente».
«Comunque c'è il convincimento - ha riferito ancora Bocchino - che l'attuale legge elettorale sia inadeguata e da superare anche se non è il referendum lo strumento più adatto in una materia dove partiti e parlamento dovrebbero prendersi le proprie responsabilità».