18 agosto 2022
Aggiornato 13:00
Il leader della Lega a Schio

Bossi: «Prepariamoci alla Padania. Le pensioni non si toccano»

Il Senatur: «Sta avvenendo una svolta storica, dobbiamo essere pronti». Calderoli: «In Cadore a contestare erano solo in 12»

SCHIO - Il leader della Lega Umberto Bossi è molto pessimista sul futuro dell'Italia e rispolvera l'aspirazione leghista di una nazione del Nord. «Quel che sta avvenendo è una svolta storica, non è una cosina da niente - ha detto Bossi in un comizio a Schio, riferendosi alla crisi economica - la gente capisce sempre di più che l'Italia va a finire male e quindi prepararsi al dopo. E per noi il dopo è la Padania - ha precisato Bossi - i popoli del Nord che uniti sarebbero lo stato più forte d'Europa».
«Quando verrà il momento - ha proseguito Bossi - non possiamo farci trovare impreparati. Dobbiamo essere pronti con la nostra Padania. Per fortuna siamo partiti tanti anni fa e il profondo del cuore della gente del Nord sente che il progetto padano è passato e che l'idea che si possa vincere insieme è partita».

Bossi: «Le pensioni non si toccano» - «Tagliare le pensioni vuol dire tagliare la gente del nord: giustamente la Lega interviene e dice no». Lo ha ribadito Umberto Bossi parlando a un comizio della Lega a Schio. Il leader leghista ha osservato che ci troviamo ormai «in un mondo alla rovescia, perché la sinistra vuole tagliare le pensioni e la Lega invece le salva».
Le voci di una possibile riapertura da parte della Lega del capitolo pensioni, secondo Bossi, sono invenzioni «dei giornali: non si toccano le pensioni della povera gente».

Calderoli: «Lunedì segreteria politica per le proposte della Lega» - La segreteria politica della Lega si riunirà lunedì prossimo per «individuare e formalizzare le proposte che faremo in Parlamento». Lo ha detto il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli a Calalzo di Cadore. «Ieri - ha aggiunto - era una giornata dedicata al compleanno di Tremonti. Abbiamo parlato di possibili soluzioni per la manovra». E «su certi argomenti abbiamo le idee chiarissime ma non ve le dico».
Calderoli ha auspicato un clima di dialogo tra maggioranza e opposizione sulla manovra per «andare nell'interesse del territorio e degli enti locali. E' un interesse comune. Qualunque proposta migliorativa sarà portata avanti».
Per quanto riguarda l'idea del Tfr in busta paga per rilanciare i consumi, lanciata nei giorni scorsi dal leader della Lega Umberto Bossi, Calderoli ha spiegato che «prima la cose si preparano e si scrivono e poi le si mettono sul piatto. Non è una cosa di agosto, ma che probabilmente emergerà a settembre perché c'è necessità di garantire potere di acquisto dei cittadini e dare un'iniezione per una ripresa più sostanziale della crisi».

«In Cadore a contestare erano solo in 12» «Se 12 persone sono una contestazione... francamente 12 contestatori non fanno primavera». Lo ha detto il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, commentando il sit-it e le proteste di fronte di ieri all'Hotel Ferrovia di Calalzo di Cadore, dove si trovava con il leader della Lega Umberto Bossi. «Tutto il resto del Cadore era tranquillo a far le vacanze. Quindi se voi avete interesse a montare questa contestazione... - ha aggiunto il ministro - ma da parte nostra non c'è il minimo problema».