5 giugno 2020
Aggiornato 09:30
La questione dei rifugiati

Napolitano: Non ci si adagi in chiusure egoistiche

Il Presidete della Repubblica: «Nessun paese civile può sottrarsi a questa responsabilità»

ROMA - Il flusso dei rifugiati è destinato a crescere anche in Italia e «non è immaginabile che ci possa adagiare o attardare in egoistiche chiusure nazionali». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando alla conferenza per la Giornata mondiale del rifugiato. Il capo dello Stato ha sottolineato che l'impegno dell'Italia nella missione in Libia va mantenuto e che «non ci si può illudere di esorcizzare la realtà che preme alle nostre porte, la pressione che si trasmette da un continente all'altro per l'effetto dell'aspirazione alla pace e alla vita che muove tanti diseredati».

«IMPOSSIBILE SOTTRARSI» - Napolitano ha sottolineato che «dovunque, anche in Italia si deve prendere più largamente coscienza della persistenza, della possibile ulteriore estensione del flusso dei rifugiati, della dimensione mondiale del fenomeno e della responsabilità cui nessun paese civile può sottrarsi».
Napolitano è consapevole che l'afflusso sulle nostre coste «in particolare su quelle di Lampedusa più vicine alla Libia e alla Tunisia di rifugiati e di richiedenti asilo di varie nazionalità africane pone problemi non lievi alle nostre istituzioni e alle nostre amministrazioni». Questo perché, ha continuato il presidente, «si tratta di un afflusso improvviso e intenso».
Napolitano ha sottolineato anche che c'è un altro problema ed è quello di «colmare i vuoti che ancora presentano la nostra legislazione nazionale e il nostro sistema di accoglienza, protezione e integrazione».

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