29 luglio 2021
Aggiornato 18:30
I discussi test standard di verifica degli apprendimenti

Alle scuole superiori arriva il test Invalsi

Miur: «Le prove svolte ovunque». Cobas indignanti, venerdì sciopero Unicobas

ROMA - Nelle seconde classi degli istituti superiori italiani si sono svolte ieri, per la prima volta, i discussi test standard di verifica degli apprendimenti in lingua e matematica, predisposti dall'Invalsi, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione, cui hanno partecipato circa mezzo milione di studenti: se da una parte il ministero dell'Istruzione ha comunicato che «su un campione di 2.300 classi, solo 3 non hanno svolto il test Invalsi» e che «quindi la percentuale di classi che non hanno eseguito il test è pari allo 0,13%», dall'altra le prove continuano ad essere oggetto di contestazione, soprattutto da parte dei sindacati di base.

Cobas e Unicobas sostengono che le verifiche, volute dal ministero dell'Istruzione per allineare il sistema di valutazione italiano a quello internazionale, comportano una mole di lavoro per i docenti cui non corrisponderà alcun compenso. Inoltre, sempre i sindacati di base, intravedono nell'esito delle prove una sorta di prologo alla valutazione dell'operato dei docenti che porterà premi solo ai più meritevoli.
Secondo Piero Bernocchi, leader dei Cobas, i testi «saranno utilizzati per classificare le scuole, i docenti, gli studenti, e per differenziare le buste paga degli insegnanti» e che sono di questo parere, quindi contrari alla loro attuazione, almeno «il 10-15% degli insegnanti».

Sempre i Cobas hanno avviato una campagna «di indignazione» contro quella che considerano «la truffa dei quiz Invalsi»: secondo il sindacato di base le protesta avrebbero «fatto sbandare vistosamente il carrozzone Invalsi, il Miur e i tanti presidi-dirigenti che si considerano oramai i proprietari delle scuole. Gli stessi 'valutatori' Invalsi - prosegue la nota sindacale - hanno ammesso quale è - parole loro - 'il vero intento del Miur: quello di avere uno strumento al servizio dell'odiosa campagna contro i lavoratori della scuola pubblica, un 'testificio' per fare la classifica dei docenti buoni e cattivi, per delegittimare e smantellare la scuola pubblica': esattamente quello contro cui stiamo lottando».

Nei prossimi giorni le prove si svolgeranno anche nella scuola primaria, nelle seconde e quinte classi, e nella scuola media, dove saranno coinvolte però solo le prime classi. In corrispondenza delle prove, l'Unicobas ha previsto due giorni di sciopero: giovedì 12 maggio i docenti saranno chiamati ad astenersi dalle lezioni nell'ultima ora di servizio; il giorno dopo, il 13 maggio, è stato proclamato lo sciopero per l'intera giornata ed una manifestazione nazionale, con inizio alle 9,30, davanti al ministero dell'Istruzione.