29 agosto 2025
Aggiornato 16:00
«Qui si lavora come sempre»

Tremonti: Nessun complotto. Ma il rigore non ha alternative

Il Ministro dell'Economia a Repubblica: con il decreto per lo sviluppo «cominciamo a ridurre» fisco su imprese

ROMA - «Manovre, congiure, complotti? Sciocchezze. Qui si lavora, come sempre...» In una chiacchierata con La Repubblica, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti racconta di aver passato una Pasqua tranquilla, e considera «superati» gli attacchi del ministro della Cultura Giancarlo Galan. Il ministro giura di aver chiarito con Berlusconi nel lungo faccia a faccia e si considera «soddisfatto» delle garanzie ottenute dal premier, e della dichiarazione di «sostegno politico» che ha ricevuto da lui. «Soddisfatto» anche dello scudo protettivo che su di lui continua ad erigere la Lega di Bossi. «D'altra parte - aggiunge il ministro nel colloquio con Repubblica - mai come in questa occasione c'è stato l'appoggio degli altri ministri: per la prima volta forse si sono mobilitati per me».

«BERLUSCONI E' IL PDL» - Il ministro non vede cospirazioni antiberlusconiane che lo riguardino o lo coinvolgano: ha sempre detto che «Berlusconi è il Pdl» e che «senza l'uno non c'è l'altro» e ripete che «Silvio è insostituibile» e quindi il problema quando si porrà non è «chi» ma «cosa lo sostituirà».
Il governo quindi va avanti seppure «in un quadro difficile e indecifrabile». Il ministro sta limando il Decreto Sviluppo che vedrà la luce entro la prima decade del mese di maggio e sarà illustrato informalmente all'Ecofin e all'Eurogruppo del 16-17 maggio. Con esso «cominciamo a ridurre l'oppressione fiscale sulle imprese». E avvisa «Sui conti pubblici non possiamo abbassare la guardia: abbiamo un sentiero di rientro, che ci deve portare al pareggio di bilancio nel 2014 e alle riduzioni del debito pubblico. Da quello non si può uscire. Non esiste la fase due, senza la fase uno...», conclude Tremonti