8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
Molta festa e pochi fischi

25 Aprile, in 60mila in Piazza a Milano

Qualche contestazione al Sindaco Moratti e anche al leader del Pd Bersani

MILANO - Molta festa e poca politica. I manifestanti hanno rispettato le indicazioni dei partiti di centrosinista e hanno evitato di contestare il sindaco uscente di Milano, Letizia Moratti. Una mossa che sarebbe stato un autogol in piena campagna elettorale. Solo qualche fischio e insulto («Vergognati fascista«) è stato rivolto al sindaco di Milano che ha partecipato ai cerimoniali in Piazza del Duomo, termine della manifestazione.

Nonostante quest'anno la Festa della Liberazione coincidesse con il lunedì di Pasqua, erano circa in 60mila in Piazza del Duomo a ricordare il 66esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo. Una manifestazione che ha visto la partecipazione del leader del Pd, Pierluigi Bersani, letteralmente assediato da telecamere e giornalisti. Il segretario Pd non ha perso l'occasione per scendere in campo al fianco del candidato sindaco Giuliano Pisapia, sottolineando la necessità di un cambiamento di governo per la città, dicendosi sicuro di una vittoria del centrosinistra. Bersani ha anche accolto l'invito del presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, a non andare a uno scontro cieco in vista delle prossime elezioni amministrative. Qualche contestazione ha raggiunto anche lo stesso Bersani.

Alla manifestazione ha preso parte anche il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ma dal palco, per volontà dell'Anpi - gli organizzatori del corteo - non c'è stato alcun intervento politico. Il corteo ha percorso tranquillamente Corso Venezia, Piazza San Babila fino a Piazza del Duomo, e solo all'inizio, prima che la manifestazione prendesse il via, c'è stato qualche attimo di tensione fra il centro sociale il Cantiere e le forze dell'ordine. I carabinieri, in tenuta anti-sommossa, sbarravano l'ingresso al corteo ai ragazzi del centro sociale, ma dopo una breve trattativa sono stati fatti passare e 'sistemati' in fondo al corteo.

Numerose le bandiere e gli striscioni del Pd, così come dell'Idv, della Cgil, e vecchie bandiere del Partito comunista. Oltre a rappresentanti di Emergency e del comitato referendario. Alcuni immigrati hanno sfilato con un grande striscione recante la scritta «Bossi, Maroni e Berlusconi: fora da i ball», scimmiottando la frase pronunciata dal leader della Lega, Umberto Bossi. Non sono mancate scritte più ironiche riguardanti il sindaco Moratti. 'Mestizia e la casa di Batman', si poteva leggere su alcuni cartelloni, in riferimento all'immobile del figlio del sindaco, adibito ad abitazione residenziale ma accatastata come area commerciale.

Ieri in serata il clima della manifestazione era stato in parte avvelenato: in Via Costantino a Milano, una lapide commemorativa della Resistenza era stata imbrattata con della vernice nera e il simbolo di Forza Nuova.

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