25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Fresco di trasloco ai Beni Culturali

Galan a Berlusconi: Tremonti ci fa perdere, serve una scossa

Stop al suo «commissariamento socialista». Torniamo al liberismo del '94

ROMA - «Con Tremonti si perdono le elezioni. Per questo chiedo a Berlusconi una scossa. Perchè le elezioni Tremonti non le perde da solo ma le perdiamo tutti». Il ministro Pdl Giancarlo Galan, fresco di trasloco dall'Agricoltura ai Beni Culturai, spara alza zero sul ministro dell'Economia e compagno di partito Giulio Tremonti, rivolgendosi direttamente a Silvio Berlusconi, Premier e Presidente del Pdl, per una sferzata alla linea economica dell'esecutivo che riprenda spirito e valori del 1994 quando nacque Forza Italia all'insegna del liberismo, ancora assente Giulio Tremonti.

Galan, intervistato dal Giornale - quotidiano di proprietà del fratello del Premier- che oggi apre a tutta pagina Scoppia il caso Tremonti, bufera nel Pdl, ha chiesto a Berlusconi un deciso cambio di passo nel partito come nel Governo. «E' un socialista - ha affermato fra l'altro su Tremonti - che ritoccava tutti i provvedimenti. E' senza dubbio un suo merito se l'Italia non ha fatto la fine della Grecia. Il problema è che però fra due anni non possiamo fare campagna elettorale con l'argomento dello 'spettro di crisi e tagli' che si aggira per l'Europa. Io mi rivolgo non al singolo a Tremonti ma al Governo nella sua collegialità, Visto che le decisioni dovrebbero essere collegiali, come collegiali risultano le responsabilità....».

Tornare al liberismo del '94 - E Galan non ha fatto mistero che la sua richiesta a Berlusconi e al Governo è per una politica più liberale in linea con la Forza Italia del '94, ovvero il contrario di quella 'socialista' incarnata da Tremonti. «Siamo scesi in politica in nome di idee liberali e siamo finiti - ha denunciato il ministro sulla deriva del partito di maggioranza relativa - in un governo permanentemente commissariato da un socialista come Tremonti che entrò in Parlamento con Patto Segni e centrosinistra. Mi pare scontato che un liberale come me non può stare dalla stessa parte di un socialista».