23 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
«Con lui si perdono le elezioni»

Galan attacca Tremonti, Berlusconi lo difende: è bufera

Sul «Giornale» l'affondo del Ministro della Cultura contro il titolare dell'Economia

ROMA - «Con Tremonti si perdono le elezioni». Il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan è entrato a gamba tesa e ha contestato la linea seguita dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il quotidiano scelto per attaccare il titolare di via XX settembre è Il Giornale e nel colloquio l'ex responsabile dell'Agricoltura si è rivolto a Silvio Berlusconi reclamando «una scossa». Il giornale del fratello del presidente del Consiglio ha aperto a tutta pagina 'Scoppia il caso Tremonti, bufera nel Pdl', riportando la riflessione di Galan che culmina così: «E' un socialista che ritocca tutti i provvedimenti».

E nel Pdl è scoppiata, in effetti, la bufera. Tanto da costringere Berlusconi a prendere carta e penna e inviare alle agenzie una nota con la quale ha ribadito fiducia nell'operato di Tremonti: «Grazie alle linee di politica economica, sempre condivise e approvate dal Consiglio dei Ministri, l'Italia ha garantito la tenuta del bilancio dello Stato e con questa la sicurezza del risparmio e la coesione sociale. E' una linea che deve essere mantenuta in un contesto di permanenti turbolenze finanziarie nel mondo».

Anche il coordinatore del partito, Denis Verdini, pur definendo «legittime» le critiche di Galan, ha bacchettato l'ex governatore veneto: «Ritengo pertanto esagerate e fuori luogo le critiche a coloro che, ognuno per la sua parte, hanno assicurato risultati così importanti e lusinghieri. E' legittimo avere opinioni diverse, come quelle del ministro Galan, la cui storia e il cui attaccamento al centrodestra sono fuori discussione, così come è apprezzato il suo lavoro di ministro, ma è anche doveroso che queste possano essere valutate e discusse nelle sedi di partito e non sulle pagine dei giornali, proprio perché è ciò che vogliono i detrattori del Pdl e quanti ambiscono alla caduta del governo Berlusconi per via extrapolitica».