28 febbraio 2021
Aggiornato 19:30
Federalismo

Cicchitto: l'Opposizione non cambi le carte in tavola

Duro il commento del capogruppo del Pdl alla Camera: «Indicazione fondamentalmente positiva dal Presidente della Repubblica»

ROMA - Sul federalismo «l'opposizione non può cambiare le carte in tavola. Essa cerca di strumentalizzare una vicenda fondamentalmente procedurale andando in Parlamento sulla base di una indicazione fondamentalmente costruttiva del presidente della Repubblica». Lo afferma, in una nota, il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto.
«Non si può neanche dire - aggiunge - che in questi mesi non sono stati ascoltati il Parlamento sotto forma di ben 6 commissioni parlamentari, l'Anci, le Regioni e la stessa opposizione, alcune componenti della quale per tutta una fase si sono confrontate sul merito e poi nella fase finale - compreso il senatore Baldassarri - si sono mosse unicamente per ragioni politiche strumentali. Comunque quella in discussione è una legge avanzata, costruita con il concorso dell'Anci raccogliendo alcune proposte dell'opposizione; per cui vogliamo vedere con quale faccia sindaci ed esponenti del Pd più impegnati su questa tematica continueranno a seguiranno a seguir la linea puramente distruttiva del Pd».

Cicchitto contesta a Bersani di portare avanti «una posizione irresponsabile che per mero strumentalismo politico cerca di boicottare il federalismo». «Del resto - commenta ancora il presidente dei deputati Pdl - il Pd cambia parere per pure esigenze tattiche: un giorno la Lega è un pericoloso partito secessionista, un altro giorno Bersani fa appello alla Lega contro Berlusconi. In tutti questi giorni proprio il Pd non ha mai accettato l'invito del presidente della Repubblica a raffreddare la polemica ma anzi finora l'ha sempre rilanciata fino agli eccessi polemici contenuti nella relazione di Bersani di ieri. Analoga linea in questi giorni è stata tenuta da Fini. Di conseguenza le varie forze dell'opposizione non possono dare lezioni - conclude Cicchitto - nè sul merito del problema nè sul terreno dei rapporti politici».