30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
Casa Montecarlo

Frattini conferma proprietà Tulliani

La Maggioranza chiede a Fini di dimettersi. Fli: «Dibattito strumentale». Aventino delle opposizioni in Senato. Pd-Idv-Api-Udc denunciano: istituzioni piegate a fini politici

ROMA - Franco Frattini conferma l'autenticità dei documenti inviati dal governo di Santa Lucia che rivelano che la casa di Montecarlo appartiene ad una società off-shore riconducibile a Gianfranco Tulliani, cognato del presidente della Camera. La presenza del ministro degli Esteri nell'Aula di Palazzo Madama suscita però le proteste dell'opposizione, Pd, Idv e Api, che abbandonano i lavori dopo aver denunciato che il dibattito calendarizzato con tanta urgenza su richiesta del Pdl risponde solo ad esigenze politiche e non rispetta il ruolo delle opposizioni.

Intanto però le risposte di Frattini danno modo a Pdl e Lega di chiedere al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, di trarre le conseguenze politiche come lui stesso aveva annunciato tempo fa: se Tulliani risulta essere il proprietario della casa di Montecarlo, disse Fini, mi dimetto. Il capogruppo di Fli, Pasquale Viespoli, si limita a sottolineare che «non è in discussione l'esigenza di chiarezza e di trasparenza, se il dibattito parlamentare anche su questi temi non fosse inficiato dalla strumentalità e dalla subalternità delle istituzioni alle esigenze di lotta politica».

«Qualche settimana fa ho ricevuto la risposta dal primo ministro di Santa Lucia - ha detto Frattini in Aula - il quale, allegando il documento, me ne ha certificato l'autenticità e l'autenticità dei dati contenuti, sia la lettera, sia il documento allegato sono stati da me inviati per delle valutazioni alla procura della Repubblica di Roma dove c'è ancora un fascicolo aperto» sulla vicenda. Il titolare della Farnesina ha ricordato anche che «vi fu una polemica che investì anche una presunta manipolazione del documento e quindi la sua autenticità e da alcuni organi di stampa si era indicato anche un presunto ruolo di organi dello stato in tali attività». «Ecco la ragione per cui a suo tempo - dice Frattini - ritenni di chiedere non ovviamente una rogatoria, ma un chiarimento puro e semplice alle autorità di Santa Lucia circa la genesi e l'autenticità del predetto documento replicato da organi di informazione in Italia e non solo in Italia, onde fugare dubbi, indiscrezioni, retroscena».

Aventino Opposizioni - Prima che Frattini prendesse la parola per rispondere all'interrogazione urgente presentata dal Pdl sulla casa di Montecarlo i capigruppo di opposizione, Anna Finocchiaro, Francesco Rutelli e Giampiero D'Alia e Luigi Li Gotti per Idv, sono intervenuti per denunciare la strumentalità politica di un simile dibattito. A parlare per primo è il leader Api Francesco Rutelli, annunciando la sua uscita dall'Aula e rivolgendo al titolare della Farnesina «un invito perché si curi molto attentamente su ciò su cui prende la parola». Mentre al presidente Renato Schifani, assente per motivi istituzionali, Rutelli fa notare che «se accetta che si faccia un dibattito per vie traverse sul presidente della Camera, compie un errore». Ecco perché, spiega l'esponente del terzo polo, «per non prestarmi a questo dibattito che considero inaccettabile uscirò dall'Aula». Stessi toni vengono usati poco dopo dalla Finocchiaro: «Non è possibile piegare l'Aula del Senato a esigenze squisitamente politiche e su un tema assolutamente insignificante rispetto ai problemi del paese» sottolineando l'urgenza con la quale è stata calendarizzata l'interrogazione parlamentare del Pdl «mentre decine, centinaia di altri atti ispettivi presentati dalle opposizioni su questioni assai serie giacciono e non avranno mai risposta». «Siamo stati violentati attendendo da anni risposte alle interrogazioni ed ora, solo perché fa comodo politicamente, un'interrogazione proposta l'altro ieri viene subito fissata: questa è una vergogna». Non usa mezzi termini, il senatore Luigi Li Gotti, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Giustizia. Anche Giampiero D'Alia, capogruppo Udc al Senato ha lamentato la scelta di dare urgenza a questo tema parlando di «atto di indecenza dal punto di vista istituzionale, che viola l'articolo 151 e che apre la strada di un conflitto istituzionale di cui nessuno di noi sente il bisogno. Un atto scorretto nei confronti degli altri gruppi parlamentari». «Per carità, massima chiarezza e trasparenza possibile in tutte le aule - ha detto Viespoli (Fli) -, in particolare quando si tratta di soggetti pubblici, che hanno un ruolo istituzionale importante. Ma, ha osservato «questo confronto si deve svolgere nel rispetto delle regole, sempre, e non soltanto a corrente alternata, perché ne va della dignità delle istituzioni e, in particolare, della dignità, del ruolo e della funzione del Senato». Le 'notizie' fornite da Frattini sono invece sufficienti per il Pdl e Lega per chiedere a Fini di trarne tutte le conseguenze politiche: «Ora chi è interessato da questa vicenda deve assumersi le proprie responsabilità», ha sottolineato Federico Bricolo. «Dalle parole di Frattini il governo di Santa Lucia ha confermato quanto si disse sulla proprietà dell'immobile - aggiunge Maurizio Gasparri - il presidente della Camera collegò le sue decisioni ad alcuni fatti, perciò.... Di sicuro oggi è stato definita la verità sulla vicenda».

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