6 aprile 2020
Aggiornato 02:00
Confermata la condanna in Cassazione

Prima notte in carcere per Cuffaro: voglio affrontarlo sereno

L'ex Governatore della Sicilia a Rebibbia: «Cerco tranquillità». Cuffaro, per effetto della sentenza definitiva, perde anche il seggio da senatore

ROMA - Prima notte in carcere a Rebibbia per Totò Cuffaro, costituitosi ieri dopo la condanna in via definitiva dalla Cassazione a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e violazione del segreto istruttorio. «Voglio affrontare il carcere con tranquillità», avrebbe detto l'ex Governatore della Sicilia, presentandosi agli agenti penitenziari. E la prima notte da detenuto sarebbe stata 'serena', secondo le prime indiscrezioni filtrate dal carcere Dopo essere stato ieri mattina in Chiesa in attesa della sentenza, Cuffaro ha reso subito noto di voler rispettare la sentenza e dare esecuzione alla sentenza, andandosi a costituire. Poi in macchina ha raggiunto il carcere romano.

La sentenza della Corte di Cassazione ha confermato per Cuffaro la condanna che era stata emessa dai giudici della Corte d'Appello di Palermo che lo avevano ritenuto colpevole di avere informato, attraverso l'intercessione dell'ex assessore dell'Udc Mimmo Miceli, il boss di Brancaccio Guttadauro della presenza delle microspie piazzate dal Ros nella sua abitazione.

Cuffaro, per effetto della sentenza definitiva, perde anche il seggio da senatore a Palazzo Madama al quale era stato eletto nel 2008, quando si candidò come capolista dell'Udc in Sicilia. Cuffaro, però, potrebbe seguire il precedente di Cesare Previti ed evitare la decadenza, presentando spontaneamente le dimissioni dal Senato. Nel caso di dimissioni, l'aula del Senato sarà chiamata a votare, così come avvenne per Previti. A palazzo Madama dovrebbe subentrare a Cuffaro Maria Giuseppa Castiglione.

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