21 luglio 2019
Aggiornato 19:00
Caso Orlandi

Imposimato: «Compagna consegnò Emanula ai rapitori»

Lo rivela al settimanale Oggi Ferdinando Imposimato, l'ex giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, ora legale della famiglia Orlandi: «Chiederò che venga rintracciata e interrogata»

ROMA - «Una ragazza di piccola statura, una compagna di scuola, avrebbe consegnato Emanuela Orlandi ai suoi rapitori quel 22 giugno 1983, giorno in cui la ragazza scomparve per sempre». Lo rivela al settimanale Oggi (da mercoledì 4 agosto in edicola) Ferdinando Imposimato, l'ex giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, ora legale della famiglia Orlandi.
«Era una ragazza di 17 anni, un anno e mezzo in più di Emanuela», svela Imposimato, «e abitava a Ciampino. Oggi ha superato i 40 anni e non so dove sia finita, ma per conto della famiglia Orlandi chiederò che venga rintracciata e interrogata».

«La sera in cui la Orlandi sparì», spiega Imposimato a Oggi, «aveva appuntamento con un uomo che l'aveva fermata qualche giorno prima per proporle di vendere prodotti cosmetici della Avon». Prima di quell'appuntamento fu vista da due amiche dirigersi verso piazza Navona con una ragazza piccola di statura, capelli neri e ricci. Secondo Imposimato la ragazzina avrebbe fatto da esca, per conto di due ragazzi biondi, due agenti italiani al servizio dei bulgari. Sul perché del rapimento Imposimato ha le idee chiare: col rapimento doveva scattare un ricatto al Papa.