12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
«Emerge dall'inchiesta»

D'Alema: coinvolgimento di pezzi dello Stato nelle stragi del '93

Il Presidente del Copasir: «Collaborazione dei Servizi con la Magistratura»

ROMA - Dalle ultime novità emerse dall'inchiesta sulle stragi di mafia del '92-'93 emerge il coinvolgimento di «persone al servizio dello Stato». Lo sottolinea, Massimo D'Alema, arrivando alla festa dell'Unità di Roma.

Il presidente del Copasir non interviene sulla precisazione fatta ieri dal presidente della commissione Antimafia Beppe Pisanu, dopo le dichiarazioni fatte dai magistrati di Palermo. «Non credo ci sia una contraddizione tra ciò che dice Pisanu e ciò che dicono gli inquirenti - osserva - la magistratura sta indagando e le indagini hanno messo in evidenza novità che colpiscono. Si è capito che la precedente indagine era sbagliata e che la verità processuale non era la verità, emergono altri responsabili, un altro contesto in cui l'attentato di via D'Amelio sarebbe stato preparato, che non c'era solo la mafia e che abbiano partecipato anche persone al servizio dello Stato: uno scenario molto preoccupante».

Secondo D'Alema le novità sono emerse «anche grazie alla testimonianza di Spatuzza che ha detto cose convalidate dalle indagini. Non so quanto siamo vicini alla verità, le indagini vanno rispettate, non devono diventare indagini-spettacolo, ma quanto emerso è già molto inquietante».
Quanto al suo ruolo di presidente del Copasir D'Alema si limita a dire: «Ci siamo dati il compito che gli attuali organi di sicurezza collaborino pienamente con la magistratura mettendo a disposizione tutti i documenti, senza alcun segreto, per fare piena luce sulle stragi del '92-'93».