Frattini: dall'Iran notizie preoccupanti, ma la mano resta tesa
Per il Ministro degli esteri italiano «le sanzioni non servono se non sono condivise»
ROMA - Con l'Iran «la mano deve rimanere tesa ancora per un po'», ma l'offerta dell'Occidente «non può essere a tempo indeterminato». Lo ha sostenuto, in un incontro con la stampa estera, il ministro degli Esteri Franco Frattini. Da Teheran - ha detto il capo della diplomazia - servono «risposte rassicuranti», mentre finora sono arrivate solo notizie «molto deludenti e preoccupanti» come quella della costruzione di nuovi siti per l'arricchimento dell'uranio.
SCELTE CONDIVISE - Frattini è convinto che, sul nucleare, «le opzioni di risposta a Teheran devono essere diverse da quelle del passato, visto che finora tutti i livelli di sanzioni non hanno portato a nessun risultato». D'ora in poi, ha affermato il titolare della Farnesina, le misure intraprese dalla comunità internazionale «devono essere condivise» altrimenti risulteranno inefficaci.
INTERESSE DI TUTTI - «Un ripensamento e un negoziato da parte di Teheran - ha detto ancora Frattini - è nell'interesse di tutti: dell'Iran, del mondo arabo, dell'Europa». Da parte italiana resta la disponibilità per aiutare l'Iran ad arricchire l'uranio in un paese terzo, «ad esempio la Russia».
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