23 luglio 2019
Aggiornato 09:00
La conferma di una delle trans che abitava nello stesso condominio

La trans Veronica: «Brenda aveva un portatile»

Intanto gli avvocati perugini Walter Biscotti e Nicodemo Gentile hanno accettato di rappresentare la famiglia brasiliana della trans

PERUGIA - Brenda aveva un computer portatile. E' sicura Veronica, una delle trans che abita nello stesso condominio di via Due Ponti 180 in cui abitava Brenda. Lo aveva da due o tre anni, era grigio, e la settimana scorsa, pochi giorni prima di morire lo aveva venduto proprio a Veronica per 400 euro. Veronica non era ancora andata a ritirarlo, ma aveva già dato un acconto di 100 euro. «Era grigio, penso che sia proprio quello che hanno trovato nel lavandino» racconta la trans. «Brenda stava vendendo nei giorni scorsi tutte le cose di valore, perchè era sotto sfratto».

Dunque il portatile trovato sotto l'acqua del rubinetto nell'appartamento della trans potrebbe essere una chiave di volta del caso, che per gli inquirenti può essere omicidio. Brenda, trovata morta in casa, era una delle testimoni nel caso di ricatto che ha travolto l'ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo.

Veronica non si spiega il fatto che Brenda abbia negato di possedere un computer agli inquirenti. «Non so perchè lo abbia detto, è un problema che devono risolvere la polizia e i giudici. Però lei il computer ce l'aveva, sono sicura».

Intanto oggi visita a Roma, in Procura, per gli avvocati perugini Walter Biscotti e Nicodemo Gentile che hanno accettato di rappresentare la famiglia brasiliana della trans. «Abbiamo parlato con il Procuratore - hanno spiegato Biscotti e Gentile - anche per fare presente la volontà della famiglia di riavere quanto prima la salma del loro caro per celebrare il funerale. Ci siamo attivati con le autorità competenti per muoversi in questa direzione».