29 marzo 2020
Aggiornato 21:30
Dl rifiuti

«No a dl, non avvia gestione ordinaria in Campania»

Lo ha detto nell'aula del Senato Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella commissione Ambiente, annunciando il voto contrario del Pd al decreto sui rifiuti in Campania

«Votiamo no e rivolgiamo un appello al governo: si deve fermare nella corsa sul piano inclinato di deroghe, eccezioni, procedure sempre meno democratiche e sempre più centraliste, per cui dai rifiuti al nucleare il processo legislativo è sempre meno aperto al contributo del Parlamento. Votiamo no perché ci ribelliamo all'idea che solo militarizzando la Campania e rinnegando il principio irrinunciabile dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge sia possibile mettere fine a questa lunghissima notte dell'emergenza rifiuti».

Lo ha detto nell'aula del Senato Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella commissione Ambiente, annunciando il voto contrario del Pd al decreto sui rifiuti in Campania.

«Confermiamo il senso di responsabilità che ci spinse ad astenerci sul primo decreto rifiuti per la Campania - ha spiegato Della Seta - ma esprimiamo un voto contrario perché siamo preoccupati di fronte a un provvedimento che sembra muovere verso una sorta di normalizzazione della gestione eccezionale dei rifiuti nella regione, invece che verso la sua normalizzazione. Nonostante il Presidente del Consiglio vada una volta settimana in Campania a dire che l'emergenza è finita, le cose stanno in modo assai diverso come sanno i colleghi campani del Pdl. L'articolo che introduce solo per il territorio campano il reato di abbandono di rifiuti ingombranti - continua Della Seta - è l'emblema di questa impostazione inaccettabile.

Ma che Paese è quello che ha in mente la Destra nel quale se uno abbandona una vecchia cucina in strada a Napoli rischia tre anni e mezzo di carcere e se l'abbandona a Campobasso o a Bergamo rischia qualche centinaio di euro di multa? O nel quale la pena massima per chi abbandona rifiuti è superiore a quella minima per chi organizza traffico illecito di rifiuti industriali? Per non parlare delle misure, molte delle quali negative, che con l'emergenza rifiuti non hanno nulla a che fare. Parlo dell'idea iper centralista di un piano nazionale per gli inceneritori, quando le competenze sono delle Regioni. O della norma sul tritarifiuti per i rifiuti organici, quando i tubi di scarico italiani al 95 per cento non sono compatibili.

Altra norma 'aliena' è quella che riguarda il cosiddetto Cip6 e che consente ai termovalorizzatori progettati in Sicilia di beneficiare degli incentivi previsti per le rinnovabili. Il governo Prodi aveva posto fine a questa vera e propria truffa, che l'Esecutivo del Pdl ha deciso di continuare. Da anni in Italia gli utenti pagano un contributo per lo sviluppo delle energie rinnovabili, finora hanno pagato circa 40 miliardi di euro, ma tre quarti di questa somma non è stata usata per le rinnovabili ma per finanziare la produzione di energia nei termovalorizzatori e nei cementifici. Non si può continuare ad ingannare i cittadini - ha concluso Della Seta - dicendo loro che i soldi che danno servono per l'energia solare, e invece utilizzandoli per bruciare i rifiuti».

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