17 dicembre 2018
Aggiornato 11:18

Emergenza rifiuti Campania, il governo firma il protocollo: «Da oggi chiamatela Terra dei cuori»

Presentato il piano di azione contro i roghi: «L'obiettivo è alzare i livelli di differenziata e coinvolgere le comunità». Verso l'abbattimento della Tari

CASERTA - «Da oggi non più Terra dei fuochi ma Terra dei cuori». Ha iniziato così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la conferenza stampa a Caserta, al termine della firma del protocollo governativo sulla Terra dei fuochi. «Abbiamo appena firmato insieme ad altri sette ministeri» ha continuato Conte. «È stata coinvolta anche la Regione, con De Luca. Il protocollo contiene un piano di azione contro i roghi nella Terra dei fuochi. Ciò significa una particolare sensibilità e determinazione del Governo a contrastare il fenomeno delle discariche abusive, gli incendi dolosi e il traffico illecito di rifiuti. L’obiettivo ben preciso è quello di tutelare la popolazione che vive nell’ambito di questo territorio». 

«Da oggi è la Terra dei cuori»
La Terra dei fuochi, «oggi Terra dei cuori», conta circa 90 comuni e 3 milioni di abitanti «che hanno diritto alla massima tutela della salute, un ambiente salubre e la protezione del sistema», ha spiegato Conte. Il vicepremier Luigi Di Maio, al fianco di Conte, a sua volta ha dichiarato: «È evidente che per combattere i roghi nella Terra dei fuochi, c’è bisogno di coinvolgere le comunità. Per fermare i roghi bisogna presidiare gli obiettivi sensibili; nessuno crede più che la combustione seriale sia un caso», ha proseguito Di Maio. 

Cosa prevede il protocollo
Ed è stato proprio Luigi Di Maio a illustrare i contenuti del protocollo: «Ora è il momento della sorveglianza, dell’aiuto dei medici di base grazie al metodo Epica che arricchirà i dati sulla sanità per il monitoraggio degli indici tumorali, l’ispettorato al lavoro, controllare, se serve, le aziende abusive ed illegali che hanno creato scarti di produzione che negli anni hanno interrato, dobbiamo cominciare da qui». Per Di Maio la questione Terra dei fuochi è «la sfida più grande che il Governo porta avanti. Se debelliamo qui il fenomeno, lo faremo anche in altre Regioni». 

L'assenza di Salvini
Alla conferenza stampa avrebbe dovuto partecipare anche l’altro vicepremier, il ministro dell’Interno e leader leghista Matteo Salvini, il quale alla fine ha disertato l’appuntamento, cominciato alle 17.30 con circa un’ora e mezza di ritardo. L’evento era stato convocato per comunicare la firma di un protocollo d’intesa sulle azioni urgenti per la Terra dei fuochi. Nel pomeriggio si era diffusa la voce di un possibile forfait del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che poi invece ha firmato.

La questione inceneritori
«Basta leggere il contratto (di governo fra M5S e Lega, ndr) per quanto riguarda gli inceneritori». Il vicepremier Luigi Di Maio ha ribadito così il no del M5S agli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti. «Poi è chiaro» ha aggiunto «che ci sono zone del Paese che hanno forti criticità, se avremo criticità le affronteremo cercando di risolvere nell'immediato. Ricordo che per costruire un impianto del genere, quando va bene, ci vogliono cinque o sei anni, qui parliamo di eventuali emergenze». A giudizio del leader M5S, quindi, «bisogna alzare i livelli di differenziata. Per farlo basta permettere ai cittadini di pagare meno la Tari se producono meno immondizia».

Il ministro Costa e il «dialogo con i cittadini»
Dopo Di Maio ha preso la parola il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, precisando che «il compostaggio è uno dei grossi gap da definire» per la Campania in particolare. «Non siamo contro gli impianti di compostaggio, siamo» ha precisato «per impianti di prossimità, medi o medio piccoli». Che vuol dire dialogo sul territorio? «Che se lo fai di prossimità, qualunque impianto» ha spiegato Costa «non fai dialogo filosofico, vuol dire che ci sia l'osservatorio dei cittadini che possano esercitare il diritto di partecipare».