30 agosto 2025
Aggiornato 05:00
Disastro Crotone

Primo incontro a Roma tra assessore Greco e scienziati per la ricerca degli inquinanti

Per garantire la salvaguardia dell’ambiente e la salute dei cittadini della provincia di Crotone

Ha mosso il primo passo ufficiale il nucleo della futura «task force» di ricerca, denominata «Pitagora», che la Regione Calabria vuole utilizzare per garantire la salvaguardia dell’ambiente e la salute dei cittadini della provincia di Crotone.
Oggi, nella sede della delegazione di Roma, l’assessore all’Ambiente Silvio Greco ha incontrato molte autorità scientifiche nazionali che hanno dato la disponibilità a impegnarsi, con la massima rapidità, nel progetto di ricerca per l’identificazione dell’inquinamento da rifiuti industriali pericolosi che ha colpito il Crotonese, per le soluzioni da proporre ai cittadini e allo Stato per la messa in sicurezza e per avviare le misure necessarie per il risarcimento del danno. La «Task force Pitagora» sarà coordinata dall’assessore Greco attraverso una segreteria speciale e in concertazione con tutti gli altri uffici regionali che si concentreranno sull’emergenza-Crotone, a partire dai Dipartimenti della Sanità e delle Attività produttive.

All’incontro romano con Greco hanno partecipato i professori Silvano Focardi (Rettore dell’Università di Siena e docente di Ecologia), Roberto Donovaro (Università Politecnico delle Marche), Angelo Cau (Università di Cagliari) Benedetto Devivo (Università di Napoli), Vincenzo Saggiomo (Stazione zoologica di Napoli), Mario Sproxieri (Cnr-Iamc). Fanno parte della «Task force Pitagora» anche i professori dell’Unical Giovanni Sindona e Gino Mirocle Crisci.

«Oggi abbiamo concordato il primo obiettivo scientifico da raggiungere nel più breve tempo possibile - ha sottolineato l’assessore - cioè quello di fornire ai cittadini dell’area di Crotone risposte precise e inequivocabili sulle quantità e qualità dei contaminanti. Ma la cosa più importante che farà la «Task force Pitagora» è rappresentata dalla conoscenza che avremo sulla distribuzione delle sostanze inquinanti nelle catene trofiche degli ecosistemi, marini e terrestri. Così identificheremo i veri rischi per la salute».

«Del resto - ha aggiunto Greco - la complessità della situazione va affrontata sotto molteplici aspetti della ricerca per dare risposte diverse ed attinenti. A Crotone le industrie hanno scaricato per sessant’anni a mare senza nessun pretrattamento e ora dobbiamo capire cosa è successo e quali pericoli ci sono per la popolazione».
«Questa emergenza, se gestita bene – ha concluso l’assessore calabrese - può ridare dignità a Crotone. Io ho lasciato il mio Istituto di ricerca non per fare l’assessore di facciata, ma per essere nello scomodo ruolo di voler cambiare la Calabria e combattere le ingiustizie. Crotone è un ambiente storicamente negato alla vivibilità. Adesso bisogna riaprire questi spazi negati, ne va della nostra dignità. Questa emergenza è la ‘madre di tutte le battaglie’ per creare uno sviluppo economico sostenibile della zona e della Calabria, che dia prospettive di crescita basate sulle risorse che abbiamo e che dobbiamo valorizzare».