Giaretta: «Nel ddl Calderoli mancano numeri e tempi certi»
Lo afferma Paolo Giaretta, segretario regionale del Partito Democratico veneto, commentando la notizia dell’approvazione, oggi in Consiglio dei Ministri, del ddl Calderoli
«Aspettiamo sempre i fatti e i fatti che vediamo fino ad ora sono il contrario del federalismo». Lo afferma Paolo Giaretta, segretario regionale del Partito Democratico veneto, commentando la notizia dell’approvazione, oggi in Consiglio dei Ministri, del ddl Calderoli.
«Vogliamo mettere in fila questi fatti? Restrizione dell’autonomia fiscale dei Comuni – elenca Giaretta - con il taglio di 3 miliardi di euro ai trasferimenti statali; premi ai Comuni inefficienti, brillano su tutti i 140 milioni di euro per risanare la disastrosa gestione del centrodestra a Catania e i 500 milioni per Roma. Per adesso, dunque, i fatti sono di natura centralistica e clientelare».
«In questo ddl sul federalismo oltretutto manca ciò che è essenziale per dare un giudizio: i numeri e i tempi – continua il leader del PD veneto - I numeri mancano e i tempi sono lunghissimi, perché si prevede un disegno legge delega con un criterio di delega molto generale».
«Nessuna rivoluzione dunque, ma un lungo processo che è stato reso possibile dal fatto che l’unica vera riforma strutturale è stata fatta dal centrosinistra, con la riforma del titolo V della Costituzione – conclude Giaretta – Attendiamo pertanto numeri e tempi certi e, soprattutto, un serio federalismo municipale. Non ci interessa la costituzione di un neocentralismo regionale, il federalismo deve camminare sulle gambe dei Comuni».