Amianto: «Cgil Genova invia esposto in Procura»
In data odierna la Camera del Lavoro Metropolitana di Genova ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica affinchè si faccia luce su quanto denunciato da alcuni ex dipendenti della ITA (Arredamenti Navali)
In data odierna la Camera del Lavoro Metropolitana di Genova ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica affinchè si faccia luce su quanto denunciato da alcuni ex dipendenti della ITA (Arredamenti Navali) sita in Genova Via Burba 18. Nelle scorse settimane alcuni degli ex dipendenti dell’azienda presente nell’entroterra genovese - ora fallita - si sono rivolti ai nostri uffici per iniziare le pratiche del riconoscimento dei benefici previdenziali per pregressa esposizione all’amianto.
L’azienda in questione era specializzata in allestimenti navali, comparto nel quale si è utilizzato per anni l’amianto. In particolar modo negli anni Settanta/Ottanta, i dipendenti della ditta, oltre a lavorare il pericoloso materiale avevano anche il compito di smaltirlo. Ciò avveniva manualmente e con l’aiuto di carriole: gli scarti di lavorazione dei pannelli coibentati finivano nel bosco e sull’argine del torrente in prossimità del cantiere.
Il responsabile dell’Ufficio Sicurezza CGIL ha effettuato un sopralluogo nella zona limitrofa allo stabilimento e ha potuto constatare la presenza di materiale presumibilmente di origine asbestosica che forma un compatto terrapieno di circa cento metri cubi degradante sino al vicino torrente. Attualmente il Patronato INCA sta istruendo, per questo caso, due pratiche per malattia professionale per esposizione all’amianto di cui una per un’asbestosi riconosciuta dall’INAIL, e l’altra, relativa ad un decesso per mesotelioma pleurico polmonare.
A seguito della segnalazione ricevuta, la Camera del Lavoro di Genova ritiene quindi doveroso denunciare questa situazione alla Procura; è necessario che da subito siano effettuate indagini per appurare la presenza di rifiuti tossici sul territorio: la zona è densamente abitata e quindi pericolosamente esposta all’inquinamento da fibre di amianto. La Camera del Lavoro auspica che, nel caso in cui tali ipotesi venissero verificate, si provveda alla sorveglianza sanitaria degli esposti professionali all’amianto, cioè gli ex dipendenti e, che, agli stessi, siano riconosciuti i benefici previdenziali che gli erano stati precedentemente negati o che, in alternativa, se ne possano almeno avvalere i familiari superstiti.