27 maggio 2024
Aggiornato 06:30
Elezioni europee

Legge elettorale Ue, Veltroni scrive a Casini

Il segretario del Partito democratico Walter Veltroni ha scritto al leader dell'Udc Casini sul tema del voto europeo e delle preferenze

Ti scrivo a proposito della questione del voto di preferenza per le elezioni europee del prossimo giugno, per dirti di essere pienamente d’accordo con te e con la linea del tuo partito sul fatto che il meccanismo della preferenza vada mantenuto.

Considero antidemocratico, infatti, privare i cittadini - oltre che del diritto di scegliere i propri rappresentanti alla Camera e al Senato, venuto meno con la Legge Calderoli approvata dalla maggioranza di centro-destra prima delle politiche 2006- anche del diritto di designare con la preferenza coloro che li rappresenteranno in sede europea. Così come – voglio ancora ribadirlo – il PD è fortemente contrario alla linea della maggioranza di introdurre quelle soglie di sbarramento che finirebbero per impedire la rappresentanza di forze politiche che hanno una presenza significativa nella società.

Non sono mai stato un sostenitore in assoluto del sistema delle preferenze, sistema che a volte ha portato con sé forme di voto di scambio e di clientelismo assai negative.

Anche per questo nell’ormai lontano 1991 sostenni, come sai, il referendum che le abolì e che condusse a quella unica. Ho sempre creduto, infatti, che nel momento del voto lo «scettro» dovesse essere pienamente nelle mani dei cittadini, liberi di scegliere chi dovesse governarli e per l’appunto i propri rappresentanti in Parlamento.

Perciò, credo con coerenza, ho nel corso degli anni sempre sostenuto le riforme e i referendum elettorali in senso maggioritario e ho visto nei collegi uninominali esattamente la possibilità, data ai cittadini, di scegliere direttamente i deputati e i senatori ritenuti i più preparati e adatti a rappresentare il proprio territorio, la propria comunità. E penso che questo meccanismo debba essere preceduto da trasparenti elezioni primarie per la selezione dei candidati.

Ma la legge Calderoli, insieme agli altri suoi difetti, ha fatto venir meno questo fondamentale diritto, consegnando di fatto alle segreterie dei partiti il potere di formare le liste. Silvio Berlusconi e Forza Italia, in particolare, vogliono introdurre questo potere alle europee per timore che, con le preferenze, i candidati di questo partito siano penalizzati rispetto a quelli di altri partiti come AN. Togliere ancora questo potere ai cittadini, anche alle elezioni europee, eliminando il voto di preferenza per piccoli interessi di partito sarebbe, a mio avviso, un ulteriore elemento di indebolimento della nostra democrazia, e temo accentuerebbe quel distacco degli italiani dalla politica e dalle istituzioni che già oggi è fin troppo profondo e preoccupante.

Per questo, dunque, a nome del Partito Democratico confermo una chiara presa di posizione per il mantenimento del voto di preferenza alle prossime consultazioni europee, aderendo alla campagna promossa dal tuo partito. Sono certo che le forze di opposizione potranno, insieme, farne una questione di civiltà politica e di qualità della nostra vita democratica.

Walter Veltroni