19 novembre 2019
Aggiornato 20:00
Mare sempre più blu, ma è emergenza alle foci dei fiumi

Torna in porto Goletta Verde: ecco il bilancio di due mesi di viaggio

Acque pulite nel 92% dei punti analizzati, nonostante una vera e propria “emergenza foci” inquinate nel 78% dei casi

Le acque del mare nostrum sono sempre più blu ma a goderne, in quest’estate all’insegna del risparmio, italiani e stranieri sono stati davvero pochi. Goletta Verde di Legambiente, la campagna di monitoraggio e sensibilizzazione sullo stato di salute del Mediterraneo realizzata con il contributo di Vodafone Italia e Italgest Mare, e la collaborazione del Ministero dell’Ambiente e tutela del territorio e del mare, presenta oggi, al termine del suo viaggio, il bilancio dei suoi due mesi di indagini intorno alla Penisola. Acque pulite nel 92% dei punti analizzati, nonostante una vera e propria «emergenza foci» inquinate nel 78% dei casi.

Una contraddizione illustrata questa mattina a Capalbio dal presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, in  una conferenza stampa in cui sono intervenuti anche Rina Guadagnini, portavoce Goletta Verde; Lucia Venturi, segreteria nazionale Legambiente; Angelo Gentili, coordinatore nazionale di Festambiente; Lucia Biagi, sindaco di Capalbio; Leone Vitali della direzione relazioni istituzionali e corporate responsability di Vodafone; Valerio Lombardi, amministratore delegato di Italgest Mare; Monica Salvestrin, responsabile prodotti Nau!; Giuseppe Tamburino, maratoneta e ideatore di EcomarEtona.

«Il lento miglioramento della qualità delle acque di balneazione rilevato da questa ventitreesima edizione di Goletta Verde – ha sottolineato Vittorio Cogliati Dezza – è sintomo di una capacità di depurazione delle acque fognarie più efficiente e di scarichi più controllati. In altre parole, è frutto di una maggiore attenzione da parte delle amministrazioni, soprattutto costiere. Allo stesso tempo, però, il deciso peggioramento delle foci dei fiumi, che poi naturalmente si riversano in mare, dicono che l’operato degli enti locali non merita sempre giudizi positivi. Pochi controlli e scarichi civili e industriali non trattati mettono in crisi la salute dei fiumi in quasi tutte le regioni italiane. Molto ancora rimane da fare - ha aggiunto il presidente di Legambiente - per la tutela del territorio; non solo per la conservazione degli ecosistemi ma anche e soprattutto per rilanciare la nostra competitività economica e turistica. Troppo spesso il territorio italiano è stato spersonalizzato, cementificato e venduto a prezzi eccessivi. Occorre recuperare un’offerta che punti sulla qualità, valorizzando le tradizioni e le preziose identità del Belpaese».

 

Goletta Verde 2008 ha effettuato 361 prelievi sulle acque di balneazione di cui 333 monitoraggi sono risultati puliti: una percentuale del 92%, in crescita rispetto allo scorso anno (in cui i campioni puliti erano l’87,6%) 22 campioni sono risultati invece leggermente inquinati, 4 inquinati e 2 gravemente inquinati.

Per quanto riguarda i fiumi, invece, gli esami effettuati alle foci sono stati 80, 43 dei quali risultati con valori esorbitanti di inquinanti microbiologici, 7 inquinati, 12 leggermente inquinati e solo 18 puliti. Sono quindi il 78% i campioni in cui i valori superano i limiti di legge, mentre salgono al 54% le foci gravemente inquinate (con uno o più parametri almeno 10 volte superiori ai limiti di legge) che si attestavano nel 2007 sul 47% dei casi presi in esame. Una situazione sempre più nera che non risparmia nessuna delle Regioni visitate da Goletta Verde ed è particolarmente critica in Campania. Uniche eccezioni la Toscana, dove solo una delle cinque foci analizzate risulta gravemente inquinata mentre tutte le altre hanno fatto registrare valori di inquinamento batterico entro i limiti di legge, e la Puglia, dove le due foci campionate risultano entro la norma.

Il periplo di Goletta Verde ha toccato, in 50 tappe, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, una, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Puglia, Molise, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

I biologi del laboratorio mobile di Legambiente hanno passato al setaccio le acque di balneazione, mettendo a fuoco coliformi e streptococchi fecali ed escherichia coli, batteri-spia della pressione antropica sul mare. Ma la storica campagna di Legambiente ha preso in esame anche illeciti e brutture che fanno scempio dei nostri litorali, dall’abusivismo edilizio alle spiagge blindate, dalla cementificazione selvaggia alla scellerata progettazione portuale.

Ancora troppi gli ecomostri in riva al mare e innumerevoli le spiagge «blindate» lungo gli 8000 chilometri di coste italiane. Il cemento abusivo continua a deturpare i litorali e, come al solito, la maglia nera spetta anche quest’anno alle Regioni a tradizionale presenza di criminalità organizzata: Campania in testa con 673 illeciti accertati, seguita da Calabria (650) e Sicilia (617). Il libero accesso al mare è invece negato un po’ ovunque, non solo da un’eccessiva privatizzazione della spiaggia ma in alcuni casi anche da cancellate o strutture abitative, spesso abusive. Goletta Verde ha sollevato lo scandalo delle spiagge sulle quali viene illecitamente imposto un pedaggio di accesso dai gestori degli stabilimenti balneari. Succede nelle riviere liguri, dove solo 19 chilometri di spiaggia su 135 sono liberi; a Siracusa, dove i litorali liberi sono praticamente un miraggio; a Otranto, dove durante il passaggio della Goletta Verde l’ennesima privatizzazione di un tratto di spiaggia libera ha provocato la reazione dei cittadini, stanchi di vedere insabbiato il loro diritto al mare.

Goletta Verde ha voluto sottolineare anche, tra le emergenze, la questione del lavaggio in mare delle cisterne delle petroliere e del conseguente sversamento di idrocarburi: un rischio permanente per il nostro mare e gli ecosistemi che continua tuttavia a essere sottovalutato dalle istituzioni nazionali e internazionali.

La campagna è stata anche l’occasione per ribadire il secco no di Legambiente al nucleare e sostenere invece le ragioni di una politica energetica diversa, fatta di efficienza, sviluppo delle fonti rinnovabili e generazione distribuita, per arginare le emissioni di CO2 e il mutamento climatico. Tra i numerosi blitz di protesta e sensibilizzazione portati avanti quest’estate, i volontari della Goletta Verde hanno alzato lo striscione «No Nuke» davanti alle ex centrali di Borgo Sabotino (Lt) e del Garigliano (Ce).

Un contributo importante alla salvaguardia degli ecosistemi marini viene da Italgest Mare, partner di Goletta Verde per il quarto anno. Da sempre impegnata nella promozione della nautica ecosostenibile, Italgest Mare è nata proprio per sviluppare e gestire il progetto MarPark. Ossia un sistema di ormeggio telematico ed eco-compatibile basato su gavitelli elettronici, prenotabili  tramite internet o call center. «In tante splendide località - ha dichiarato Valerio Lombardi, amministratore delegato Italgest Mare - la Rete MarPark si sta diffondendo quale modello di turismo nautico di qualità. Tra le Oasi MarPark, la Costa Smeralda è l'esempio  più virtuoso, che, in difesa dell'ambiente, non ha ceduto a facili speculazioni decidendo di investire su MarPark, tecnologia sea-friendly, per ridurre l'enorme pressione della nautica da diporto a cui è sottoposta. Sforzi ripagati dalla copiosa utenza che si registra nei campi MarPark  di Porto Cervo e Cala di Volpe e dalla recente delibera 27/7 della Regione Sardegna, che vieta l'installazione di campi boe dannosi per l'ambiente. Sensibilizzare i diportisti sulle tematiche ambientali e normative precise e condivise sono, dunque, la chiave di volta del turismo nautico sostenibile».

Per il decimo anno consecutivo Vodafone Italia è salita a bordo di Goletta Verde per sensibilizzazione l’opinione pubblica rendendo disponibili, attraverso i suoi servizi, i risultati del monitoraggio della costa e dei mari italiani. «Le tematiche ambientali, infatti, - ha dichiarato Leone Vitali della direzione relazioni istituzionali e corporate responsability di Vodafone - rappresentano il pilastro su cui si fonda la nostra azione di responsabilità sociale. Proprio per questo sosteniamo iniziative di riduzione delle emissioni di CO2. Pur facendo parte di un’industria a basso impatto ambientale, il gruppo Vodafone si è impegnato a ridurre le proprie emissioni di CO2 del 50% entro il 2020, e nello specifico in Italia del 12% entro il 2010». Rimarrà attivo tutto l’anno il 340 4399439, il numero per ricevere informazioni sullo stato di salute del mare e delle spiagge del nostro paese: basta inviare un SMS indicando il nome della località balneare preferita, mentre per segnalare situazioni di particolare criticità ambientale si può scrivere un SMS o inviare un’immagine MMS con la descrizione della zona fotografata.