19 maggio 2019
Aggiornato 18:00
Commercio elettronico

Economia digitale in Italia: il boom dell'e-commerce

Due i settori più gettonati, il tempo libero e il turismo. Il primo con i suoi servizi copre oltre il 40% dell'intero fatturato. Il secondo è cresciuto del 9% nell'ultimo anno

Economia digitale in Italia: il boom dell'e-commerce
Economia digitale in Italia: il boom dell'e-commerce ( ANSA )

Il 76% degli acquirenti digitali italiani effettua, in media, almeno un acquisto online al mese. È forse il dato più significativo che emerge dalle ultime ricerche di mercato relative all'e-commerce nel nostro Paese. Nel 2018 sono stati spesi nel settore 41,5 miliardi di euro, pari a una crescita del 18% rispetto al 2017. In termini assoluti hanno effettuato almeno un acquisto in rete oltre 38 milioni di nostri concittadini, il 62% dell'intera popolazione. Numeri impressionanti e destinati a crescere fino ai 41 milioni del 2023. Ma soprattutto dati che dimostrano una volta di più che l'e-commerce in Italia è ormai una realtà consolidata e che vanno approfonditi per provare a ipotizzare i trend per la seconda parte del 2019 e per i prossimi anni.

Nonostante il perdurante ritardo con gli altri Paesi dell'Unione Europea in termini di giro d'affari e numero di acquisti, gli Italiani guidano la graduatoria per utilizzo dei dispositivi mobile per l'e-commerce: oltre il 14% ha dichiarato di scegliere sempre smartphone e tablet per comprare online mentre un altro 34% lo fa saltuariamente. Numeri che sommati dimostrano come i «mobile shopper» siano quasi la metà delle persone che comprano in rete.

Ma cosa cercano i nostri connazionali su internet? Due i settori più gettonati, il tempo libero e il turismo. Il primo con i suoi servizi copre oltre il 40% dell'intero fatturato. Il secondo è cresciuto del 9% nell'ultimo anno e denota la maturità raggiunta dai consumatori e dai turisti con le prenotazioni online.

Tra le categorie che hanno registrato la crescita maggiore nell'ultimo anno anche salute e bellezza, moda e food. La prima ha registrato un +23% anche grazie al traino delle farmacie online. Il fashion ha visto aumentare il fatturato del 18% con i brand più importanti sempre più operanti in un'ottica di sviluppo multicanale. L'introduzione del food delivery e il miglioramento dei servizi d'asporto, infine, hanno fatto crescere gli acquisti dei prodotti culinari di un lusinghiero 17% dal 2017 al 2018.

Il dato più interessante, però, è quello che riguarda l'aumento dei punti vendita online, con le piccole e medie imprese sempre più protagoniste. A fine 2018 le realtà economiche operative nell'e-commerce ufficialmente registrate erano quasi 20mila con 32mila addetti al settore. Di queste il 72% vende online attraverso il proprio sito aziendale o tramite pagine personali sui principali marketplace. Una scelta, quella di aprire canali in rete, che ha pagato sia in termini di penetrazione sui mercati esteri che a livello di fatturato e produzione, migliorate di un 6% medio.

(Pixabay)

Tra le ragioni dello sviluppo e della crescita delle PMI, il miglioramento dei servizi di logistica e la maggiore attenzione data ai processi di spedizione e ritiro dei prodotti. Stiamo parlando di un settore sempre più cruciale per il successo di un e-commerce.

La possibilità di offrire servizi sempre più evoluti in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini digitali ha dato una spinta importante alle realtà aziendali più piccole, oggi in grado di competere con i grandi brand del commercio mondiale. E in quest'ottica grandi facilitazioni sono arrivate anche dalla nascita di piattaforme di comparazione delle spedizioni come Packlink. Scaricando gratuitamente la versione PRO del software è possibile accedere con Packlink PRO a tariffe per le spedizioni e-commerce agevolate ed estremamente personalizzabili grazie alle partnership strette negli anni con i principali corrieri nazionali e internazionali. La soluzione ideale anche per chi non può contare su una rete distributiva come quella delle multinazionali.

(Pixabay)

E se il commercio online è ormai una realtà consolidata anche nel nostro Paese è importante iniziare a pensare anche gli sviluppi futuri del settore. Uno dei filoni di crescita maggiore sarà quello del social commerce. Negli ultimi anni sono nati strumenti come il Marketplace di Facebook e l'Instagram Shopping che hanno portato gli acquisti online direttamente nelle piattaforme social. E dal momento che il 90% di chi compra dichiara di essere influenzato da queste piattaforme nelle decisioni d'acquisto è facile ipotizzare che le aziende investiranno sempre di più in questo specifico ambito.

Dal punto di vista delle strategie di vendita la strada sarà quella che porta all'omnicanalità. Chi acquista online oggi cerca un'esperienza sempre più coinvolgente e fluida da un canale all'altro. Per questo motivo ogni brand dovrà integrare in maniera coerente strategie online e offline, dando nuova linfa al punto vendita fisico e utilizzando l'e-shop come vetrina di presentazione dei prodotti.

Sempre più attenzione verrà data alle modalità di pagamento. La causa attuale di maggior abbandono dei carrelli è quella dell'assenza dei metodi di desiderati. Prevedere l'introduzione contemporanea di wallet digitali, sistemi come Paypal, bonifico online e carte di credito sarà la strada maestra di ogni e-commerce competitivo.