17 agosto 2018
Aggiornato 01:30

A Torino arriva il master per i tecnici della fabbrica 4.0

Si tratta di un percorso formativo unico in Italia, che ha lo scopo di preparare professionisti esperti sia sugli aspetti tecnici sia su quelli manageriali della produzione additiva
A Torino arriva il master per i tecnici della fabbrica 4.0
A Torino arriva il master per i tecnici della fabbrica 4.0 (Shutterstock.com)

TORINO - «La fabbrica del futuro porta alla necessità di riscrivere le competenze richieste a chi opra nella manifattura. Perché l’interazione uomo-macchina possa davvero offrire un valore aggiunto a entrambi, l’aspetto delle scelte educative diventa fondamentale». Ne è convinto Nildo Sestini, Engineering HR Business Partner di Avio Aero, una delle aziende che insieme a Skillab, Arca, Labormet 2, Mista, Prima Industrie, Skorpion Engineering fa parte del pool di imprese che saranno parte della terza edizione del Master in Alto Apprendistato del Politecnico di
Torino in Additive Manufacturing.

Si tratta di un percorso formativo unico in Italia, che ha lo scopo di preparare professionisti esperti sia sugli aspetti tecnici sia su quelli manageriali della produzione additiva, ovvero il processo che, attraverso la deposizione e sintetizzazione di polveri, consente di realizzare oggetti a partire da modelli 3D computerizzati. La tecnologia additiva viene ormai utilizzata non più solo per la prototipazione, ma sempre più frequentemente anche per la produzione industriale. L’additive manufacturing è una tecnologia abilitante del piano nazionale del Piano Industria 4.0 e sta trovando grande risalto nello sviluppo di nuove linee di produzione e di nuovi prodotti. Tutti i paesi più industrializzati stanno investendo ingenti somme di denaro pubblico e privato nella corsa allo sviluppo ed all’applicazione di queste nuove tecnologie, che sono anche caratterizzate da minori consumi energetici e ridotto impatto ambientale, aspetto questo chiave per la sostenibilità di lungo periodo delle attività manifatturiere.

Il tessuto industriale e della ricerca della nostra regione da anni è attivo ai massimi livelli in questo campo e al centro dei principali circuiti internazionali che se ne occupano. L’articolazione produttiva regionale si è già dimostrata sin dal principio attiva e ricettiva tanto da essere presente in numerosi programmi già finanziati sia dalla Commissione Europea sia dal Miur su bandi specifici rivolti sia allo sviluppo di nuovi prodotti, sia di processi di nuova generazione.

Il Politecnico di Torino presenterà per il master domanda di finanziamento sul bando della Regione Piemonte «Apprendistato di Alta Formazione e di Ricerca 2016 – 2018», che prevede la sperimentazione di nuove forme di inserimento lavorativo, tramite l’assunzione dei partecipanti con un contratto in Alto Apprendistato da parte delle aziende promotrici, già ampiamente coinvolte nell’Additive Manufacturing e nel piano nazionale Industria 4.0.

«La terza edizione del Master in Alto Apprendistato in Additive Manufacturing è chiaramente volta – oltre a supportare il sistema della formazione e istruzione tecnico-professionale nell’ambito universitario - a favorire il coinvolgimento di PMI nell’applicazione di nuove tecnologie all’interno dell’ateneo torinese, alla dimostrazione, sperimentazione, sviluppo e validazione industriale, industrializzazione di nuovi processi, nonché alla comprensione di come riprogettare gli stessi, (Think Additive), e alla creazione di nuovi profili di competenza in ambito industriale. Tutto ciò ha contribuito alla partecipazione di Arcam AB a tale brillante iniziativa», ha detto Fausto Asvisio MD Arcam Cad To Metal srl.

L’iniziativa, peraltro, si inserisce in un quadro piuttosto drammatico per l’Italia, che vede una forte lacuna di competenze digitali. Nella fabbrica tradizionale le mansioni di un dipendente mutavano ogni venti anni, oggi questo arco di tempo si riduce a 3-5 anni al massimo. E nei prossimi 5 anni, secondo Confindustria, saranno oltre 280mila i super tecnici che le imprese non riusciranno a trovare sul mercato. «Un autentico cortocircuito - dice Giovanni Brugnoli, vicepresidente di Confindustria con delega al capitale umano -, perché negli ultimi mesi le aziende hanno investito molto per rinovare i loro impianti e adeguarsi alla rivoluzione digitale ma ora rischiano di non trovare le persone necessarie a farli funzionare».