21 ottobre 2018
Aggiornato 03:00

Ora Facebook vuole farci innamorare. Ma a che prezzo?

Facebook lancerÓ Dating, un servizio che vi permette di incontrare persone per dare vita a relazioni sentimentali. Un po' come fa Tinder
Ora Facebook vuole farci innamorare. Ma a che prezzo?
Ora Facebook vuole farci innamorare. Ma a che prezzo? (Shutterstock.com)

SAN FRANCISCO - Favorire gli incontri, un po’ come fa già Tinder, utilizzando i dati. Una notizia che ci lascia un po’ con le sopracciglia corrugate quella che ha da poco lanciato Facebook, nell’occhio del ciclone a causa dello scandalo di Cambridge Analytica, che ha messo sul palcoscenico l’intransigente uso che il social network, e più in generale i colossi tech, fanno dei nostri dati personali. Ora Mark Zuckerberg sembra voler tornare alle origini, quando nell’iconico «garage sotto casa» aveva creato una piattaforma per incrociare i volti degli studenti universitari (e trovare il profilo più attraente).

E così Zuckerberg ha citato un articolo di Forbes secondo cui un matrimonio statunitense su tre inizia ora online e oltre 200 milioni di utenti che si scrivono come «single» sul sito del social network. Insomma, un popolo di bramosi di affetto a cui Mark vuole dare una soluzione in carne ossa. Un po’ come questa azienda cinese che ha deciso di puntare sul business delle bambole robot per soddisfare gli oltre 200 milioni di single del Paese asiatico. A quanto pare la popolazione dei «single» deve essere diventato un mercato piuttosto profittevole.

Dating, di fatto, «rispecchierà il modo in cui le persone si incontrano nella vita reale - attraverso le esperienze che hanno in comune». Gli utenti creeranno un profilo, che sarà separato dal loro account normale. Questo, in modo che qualsiasi attività relativa non venga visualizzata nella news feed o condivisa con gli amici (anche se hanno accettato il servizio). Insomma, l'applicazione permetterebbe di agire in una sorta di anonimato.

Un social network nel social network, molto simile a Tinder anche nella grafica, con le sue grandi foto profilo. L’uso dei dati utente è, naturalmente, palese. Facebook, infatti, metterà in comune le persone in base ai loro interessi, basandosi soprattutto sui gruppi a cui hanno aderito e gli eventi. I proprietari dei profili potranno inoltre decidere di rendersi visibili nei gruppi cui partecipano, con un sistema che indica di essere interessati a incontrare nuove persone. Nel caso di una corrispondenza, le due persone potranno inviarsi messaggi in un sistema separato dal classico Messenger di Facebook. Per Mark si tratta di un modo per tutelare la privacy, dato che anche il profilo utente dovrebbe includere solo il suo nome e nulla di più.

Il clamore suscitato da questa nuova applicazione di Facebook è, però, piuttosto ingiustificato. Del resto esistono già applicazioni di incontri che sfruttano le API di Facebook per proporre utenti più in linea con le nostre caratteristiche. Il social network, quindi, sembra semplicemente voler tagliare fuori l’intermediario (in questo caso Tinder, ndr.) e monetizzare il servizio per se stesso. Del resto, come abbiamo detto prima, Facebook è stato concepito per classificare l’attrattività delle compagne di classe di Zuckerberg. Quando era ancora disponibile solo nei campus universitari, il social era già una piattaforma efficace per flirtare e collegarsi.

Che dire della privacy? Beh… Se è vero che il profilo include solo il nome dell’utente, è altrettanto vero che è proprio accanto alla città in cui vive e all’azienda per cui lavora. Non ci vorrà un genio per sfruttare quei pochi dati e rintracciare il profilo ufficiale della persona su Facebook o il sito personale. E questo vale anche per il servizio di matching che, ancora una volta, si basa sui gruppi e sugli eventi di cui l’utente è già membro. Non è chiaro se i potenziali innamorati saranno abbinati tramite un algoritmo o se all’utente sarà fornita una lista di «compagni» corrispondenti ad alcuni criteri di base.

Naturalmente, la protezione della vostra privacy da parte di altri utenti è solo un aspetto del problema della protezione dei dati. Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, sembra però piuttosto strano che Mark se ne sia uscito con un servizio che raccoglie ancora più informazioni per ogni utente. Del resto, anche se si tratta di una piattaforma separata, i dati reperiti vanno a finire sempre nello stesso recipiente. L’annuncio, peraltro, desta ancora più sorpresa alla luce del recente abbandono della società da parte di entrambi i co-fondatori di WhatsApp (WhatsApp è stato acquistato da Facebook, ndr.). Jan Koum se n’è andato pochi giorni fa, dopo che l’aveva già fatto lo scorso novembre Brian Acton, il suo socio. Il motivo della decisione non è del tutto chiaro. Secondo alcuni la loro scelta di crittografare le conversazioni avvenuta nel 2016 sarebbe ora di intralcio per alcuni servizi aziendali che Facebook intenderebbe sviluppare, secondo altri, a far scappare i due co-fondatori, sarebbero state le politiche di uso dei dati da parte di Mark Zuckerberg, anche prima di Cambridge Analytica. In ogni caso, l’abbandono della nave pone più di quale domanda.

Ovviamente, questi problemi non proibiscono a nessun di provare Dating, quando verrà rilasciato. Tuttavia, a differenza di altri siti di incontri come Tinder, che semplicemente sfruttano l'API del sito social, Facebook ha una portata globale decisamente più schiacciante che aumenta notevolmente il rischio di esposizione. Insomma, volete davvero fidarvi dello stesso sito che alcuni utenti usano per condizionare le elezioni politiche (e peggio ancora) per trovare il vostro compagno della vita?