18 agosto 2018
Aggiornato 20:00

Bankitalia contro le criptovalute: «Meccanismo tipico delle bolle speculative»

Nel suo rapporto relativo alla stabilità finanziaria pubblicato oggi, la Banca d’Italia si scaglia anche contro le criptomonete
Bankitalia contro le criptovalute: «Meccanismo tipico delle bolle speculative»
Bankitalia contro le criptovalute: «Meccanismo tipico delle bolle speculative» (Shutterstock.com)

MILANO - Da una parte la crescita robusta dell’economia mondiale, dall’altra la probabilità che una già frastagliata stabilità finanziaria possa sgretolarsi con l’entrata in gioco più consistente delle attività legate alle criptovalute. Nel suo rapporto relativo alla stabilità finanziaria pubblicato oggi, la Banca d’Italia parla a chiare lettere, associando le criptomonete a un meccanismo simile alle bolle speculative.

Benché la dimensione mondiale delle criptoattività - dice Bankitalia - sia piuttosto ridotta, negli ultimi anni è aumentata in misura notevole. Si stima che dall’inizio del 2017 il numero di tali attività sia più che triplicato, passando da circa 500 a oltre 1.600, e il loro controvalore più che raddoppiato, raggiungendo circa 310 miliardi di euro, un importo comunque inferiore allo 0,5 per cento della capitalizzazione delle borse a livello globale. Quasi la metà del controvalore complessivo delle criptoattività è costituita da Bitcoin.

Secondo Bankitalia sono i limiti tecnologici a rendere inefficiente l’utilizzo delle monete virtuali come strumenti di pagamento. Su larga scala l’uso delle criptomonete è ostacolato «dall’incertezza sui costi associati alla singola transazione e sui tempi di esecuzione». Il numero di pagamenti al dettaglio che si possono eseguire attraverso queste attività è notevolmente inferiore a quello tipicamente effettuato mediante gli altri sistemi di pagamento. Bitcoincash, una criptoattività sviluppata appositamente per consentire un numero elevato di transazioni, permette di compiere circa 60 operazioni al secondo mentre un circuito di carte di pagamento tradizionale può eseguirne normalmente circa 2.000 e superare le 50.000. «L’estrema volatilità dei prezzi non rende quindi conveniente l’utilizzo di queste attività neanche come riserva di valore e unità di conto».

Sulla base di queste affermazioni, per Bankitalia, l’acquisto di criptomonete è motivato prevalentemente dalle aspettative di aumenti dei prezzi, «un meccanismo tipico delle bolle speculative. A causa dell’anonimato che garantiscono ai loro detentori sono inoltre utilizzate anche per fini illegali, tra cui il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo». La stabilità del sistema finanziario sarebbe quindi messa a dura prova, soprattutto per i rischi in capo agli investitori, soprattutto quelli meno esperti, i quali potrebbero subire delle perdite consistenti, sia economiche che reputazionali, dice Bankitalia.

Alla luce della rapidità di sviluppo del mercato, il Consiglio per la stabilità finanziaria (Financial Stability Board, FSB) ha recentemente sottolineato che i rischi per la stabilità finanziaria derivanti dalle criptoattività, sebbene appaiano al momento contenuti, potrebbero aumentare in maniera repentina. Per prevenire le conseguenze sistemiche che potrebbero scaturire da una crescita eccessiva del valore o dell’utilizzo di queste attività, il Consiglio ha avviato un piano di analisi e controllo dei rischi in collaborazione con le autorità nazionali dei paesi membri.

La Banca d’Italia si scaglia quindi contro le monete virtuali, scoraggiando gli intermediari finanziari dall’acquistare, vendere e detenere criptoattività, diffondendo - inoltre - un documento per chiarire i principali rischi derivanti dal loro utilizzo per i consumatori e i piccoli investitori, così come effettuato anche dalle tre autorità finanziarie europee (l’Autorità bancaria europea, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati e l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali).